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Cultura

Premio Strega 2021, il vincitore è Emanuele Trevi con “Due vite”

Si chiude così il lungo percorso finalizzato al riconoscimento della scrittura magistrale italiana, protagonisti i nomi più prestigiosi della letteratura contemporanea, le cui opere sono già nell’Olimpo privato delle emozioni.

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di Sara D’Angelo

Credit foto premiostrega.it

L’evento culturale dell’anno ha avuto luogo giovedì 8 luglio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. L’edizione 2021 del Premio Strega è stata vissuta in un clima disteso, nonostante l’organizzazione sia stata soggetta a delle modifiche radicali per garantire la sicurezza sanitaria.
La serata è stata trasmessa in diretta su Raitre e presentata dalla bravissima Geppi Cucciari che, con il suo spirito brillante e il suo background culturale, ha condotto con competenza un’edizione del Premio singolare a causa dell’emergenza Covid purtroppo ancora in corso.
Presenti i cinque finalisti al Premio e il Presidente della giuria Sandro Veronesi, vincitore dello scorso anno con il libro “Il Colibrì”.
La cinquina era composta da Donatella di Pietrantonio, “Borgo Sud”, Edith Bruck, “Il pane perduto”, Giulia Caminito, “L’acqua del lago non è mai dolce” e Andrea Bajani, “Il libro delle case”.
All’edizione 2021 del Premio hanno partecipato 62 opere ma solo 12 hanno superato le selezioni programmate.
Negli ultimi giorni i cinque finalisti sono stati protagonisti di eventi che hanno proceduto la proclamazione del vincitore nella serata finale di giovedì scorso. Attorno al cenacolo intellettuale tanti i protagonisti della politica, della cultura e dello spettacolo.
Le ore straripate nella notte hanno dato infine l’annuncio tanto atteso: con 187 voti su 589 espressi, il romanzo “Due vite” di Emanuele Trevi ha vinto la 75esima edizione del Premio.
Due vite, due prime volte al vertice del Premio Strega. Lo scrittore e la casa editrice Neri Pozza sul podio della letteratura italiana. Il Premio è stato consegnato da Giuseppe D’Avino, presidente di Strega Alberti Benevento.
Queste le parole del vincitore con la bottiglia del liquore Strega in mano:
“Lo dedico a mia madre che è mancata durante questo periodo infernale della storia umana, che si sarebbe divertita a vedere questa storia in televisione perché amava tutte le gare da X Factor a Sanremo. Mi dispiace moltissimo perché l’altra volta è rimasta malissimo che avevo perso”, poi a un amico, una persona molto familiare al Premio Strega che è un grande fotografo amico di Hemingway, Lorenzo Capellini che è in un momento di difficoltà e mi è stato vicino fino a qualche giorno fa, nel pieno di questa avventura. Ora è in ospedale. Il mio pensiero va a lui, grande amico di Moravia e Parise. Stavamo lavorando assieme a un libro su parco dei Daini a Roma, vicino Villa Borghese e spero sia di nuovo in forma e possiamo finire questo progetto”.
Emanuele Trevi nato a Roma nel 1964, è uno scrittore nonché un critico letterario molto noto nel panorama culturale italiano. Nel 2012 si avvicinò alla vittoria classificandosi secondo con il romanzo “Qualcosa di scritto”, l’analisi del pensiero e dell’opera “Petrolio” di Pier Paolo Pasolini, pubblicata dopo la sua morte.
Emanuele Trevi scrittore di saggi sulla letteratura, ha esordito nella narrativa nel 2003 con “I cani del nulla” (Einaudi). Collabora con i principali quotidiani italiani “la Repubblica”, “il Manifesto”, “la Stampa”. Ha scritto per le riviste Nuovi Argomenti e Il caffè illustrato. Attualmente conduce programmi radiofonici per RAI Radio 3.
Emanuele Trevi e Andrea Bajani erano dati per favoriti dopo l’esclusione del romanzo “Sembrava bellezza” di Teresa Ciabatti, vicinissima al Premio ma già fuori dalla cinquina dei finalisti. Un evento nell’evento.
È un premio per tre il Premio Strega di quest’anno. “Due vite” più una, quella di Emanuele Trevi, amico di due vite prematuramente scomparse, quella di Rocco Carbone e di Pia Pera, scrittori di chissà quante pagine orfane di un talento soppresso da due giorni che mai avrebbero dovuto sorgere.
Rocco e Pia, due anime e due nature diverse ma stranamente compatibili. Una sequenza di notti romane a tre voci spaziando tra complicità e furie, tre scrittori sotto le stelle a costruire i ricordi del domani, quello stupido domani in cui la memoria di uno, uno solo, dovrà moltiplicarsi per tre. Un futuro insieme non ci sarà, si è trasformato in distanza senza misura, le atmosfere hanno gambe e braccia per reggere il peso di un pomeriggio responsabile di un odioso addio. Quando il corpo sta per finire, per un secondo la parola eterno assomiglia a un inganno, poi il puzzle della ragione si ricompone in un quadrante obeso di lancette, ad ognuna è assegnato il compito di non morire mai. Il tempo restituisce il tolto con disegni incomprensibili al cieco che si rifiuta di ascoltare.
Rocco Carbone e Pia Pera vivranno per sempre nella storia di un’amicizia devota alla letteratura, il propulsore di un matrimonio senza altare in cui le promesse nessuna morte ha mai separato. Emanuele Trevi scrive di loro seduto in un’immaginaria platea per assistere al miracolo della condivisione.
“Due vite” vince il Premio Strega, forse strategia editoriale per accendere i riflettori sulla bellezza delle storie semplici e promuovere l’autorità di una letteratura d’amicizia.
“Perché noi viviamo due vite, entrambe destinate a finire: la prima è la vita fisica, fatta di sangue e respiro, la seconda è quella che si svolge nella mente di chi ci ha voluto bene. E quando anche l’ultima persona che ci ha conosciuto da vicino muore, ebbene, allora davvero noi ci dissolviamo, evaporiamo, e inizia la grande e interminabile festa del Nulla, dove gli aculei della mancanza non possono più pungere nessuno”.
Al secondo posto con 135 voti viene segnato sulla storica lavagna “Borgo Sud” di Donatella Di Pietrantonio e pubblicato da Einaudi. Non è più  un segreto che la sceneggiatura del romanzo sarà presto sugli schermi cinematografici o televisivi.
Al terzo posto “Il pane perduto” di Edith Bruck conquista il consenso con 123 voti.
Al quarto posto con 78 voti “L’acqua del lago non è mai dolce” di Giulia Caminito e “Il libro delle case” di Antonio Bajani si congeda dal Premio con 66 voti.
Il Premio Strega Giovani è stato assegnato a Edith Bruck, lo Strega Off a Giulia Caminito.
La giovane Liang Yue ha vinto il concorso di idee promosso dalle Accademie di Belle Arti statali nazionali indicando nel progetto la realizzazione di una scultura che richiamasse il valore della scrittura e la lettura. L’artista ha ricevuto una borsa di studio per l’opera identificata in una piuma in bronzo a forma di “S”, donata ai finalisti del Premio.
Si chiude così il lungo percorso finalizzato al riconoscimento della scrittura magistrale italiana, protagonisti i nomi più prestigiosi della letteratura contemporanea, le cui opere sono già nell’Olimpo privato delle emozioni.
Le date dello Strega tour sono già state rese note attraverso i canali di informazione che hanno seguito tutte le tappe del Premio. Le “Due vite” di Emanuele Trevi saranno ospiti dei più prestigiosi salotti culturali italiani.





















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Sara D'Angelo, siciliana, appassionata di lettura e letteratura, è redattrice per diversi giornali on line con cui collabora con passione e dedizione.