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VITTORIA COPPOLA CI RACCONTA “ERBA DI MARE”

La scrittrice salentina Vittoria Coppola ci racconta  il suo nuovo romanzo “Erba di mare”.

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di Maria del Rosso

È laureata in Comunicazione Linguistica e Culturale all’ Università del Salento.

Vive a Taviano (Lecce). Ha due figlie e lavora come broker.

“Erba di mare”  è il suo terzo romanzo. Il primo “Gli occhi di mia figlia” ha vinto il premio di miglior romanzo del 2011 per il Tg1.

“Immagina la gioia”, il secondo, ha vinto il premio letterario della città di Cantù.

“Erba di mare” è il tuo nuovo romanzo. Come nasce la storia del libro e a chi è ispirata?

“Erba di mare” nonostante sia un romanzo breve, è nato, cresciuto e cambiato negli ultimi otto anni. Si tratta di una storia che aveva bisogno di essere raccontata, ma che ha trovato la forza di venire fuori solo col tempo. Inizialmente, non ne voleva sapere. È stato nel 2020 che i protagonisti hanno cominciato a gridare. Ed io li ho assecondati.”

Un aggettivo per descrivere “Erba di mare”.

 “Erba di mare è ricco di contrasti. Alcuni suoi protagonisti mi hanno indisposta. Dunque, in un solo aggettivo, direi che è ‘vero’.

Il romanzo  è ambientato in Puglia. Perché hai scelto di ambientarlo nella tua terra?

“Chiudendo gli occhi ho sempre visto Gallipoli e in particolare la città vecchia. È una questione di empatia. Emozione”.


Di cosa non potresti farne a meno della tua terra?
“Non potrei rinunciare ai suoi colori e agli ampi respiri che derivano dai suoi spazi e dal suo cielo”.

Nel libro affronti la tematica della violenza domestica e di una figlia costretta a subirla indirettamente. Quanto sia importante sensibilizzare il pubblico mediante la cultura a non restare indifferenti dinanzi al dramma in cui vivono molte donne, soprattutto i figli che sopportano situazioni difficili?

“Sono convinta che i libri abbiano il dovere di parlare all’anima. Leggere deve aiutare a capire. Penso ad un ragazzo o ad una ragazza alle superiori e spero che si ritrovi a leggere “Erba di mare”, a riflettere sul valore della vita e di ogni singola persona. Il rispetto è sacro.
Se una semplice storia lo può raccontare, ben venga. “Erba di mare” è per tutti ed in particolare per i ragazzi che non si vogliono arrendere alla violenza ma preferiscono gridare la loro indignazione”.

Un motivo per leggere il tuo libro.

Leggere “Erba di mare” per sentire dentro una traccia. Una voce che ti dice di aver voglia di verità e sentimento”.

©Riproduzione riservata

Credit foto Vittoria Coppola

Maria del Rosso

Classe '91, sono nata in Puglia. Coltivo da molti anni la mia passione per la scrittura, ho collaborato con diverse testate giornalistiche e partecipo agli eventi di poesia. Per me la scrittura è vita, è sogno, è amore, è linfa vitale. E come afferma Luca Doveri : "La scrittura apre le finestre che si affacciano sull' anima del lettore".