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Economia & lavoro

Il Divario dei Redditi Tra Nord e Sud Italia

Un cittadino del Nord ha un’aspettativa di reddito di otto mila euro superiore ad un cittadino del Sud.

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DI ANGELO LEOGRANDE

Credit foto  World Bank Photo Collection license CC BY-NC-ND 2.0

L’Istat calcola il valore del reddito disponibile lordo pro-capite nelle regioni italiane tra il 2004 ed il 2019.

Ranking delle regioni italiane per valore del reddito disponibile lordo pro-capite nel 2019.  Il Trentino-Alto Adige è al primo posto per valore del reddito disponibile lordo pro-capite nel 2019 con un ammontare pari a 24.423 euro, seguito dalla Lombardia con un ammontare pari a 23.281,90 euro e dall’Emilia Romagna con un ammontare pari a 23.041,30 euro.A metà classifica vi sono Veneto con un ammontare pari a 20.746,10 euro, seguito dal Lazio con un ammontare pari a 19,998,50 euro e dalle Marche con un ammontare pari a 19.206,00 euro. Chiudono la classifica la Sicilia con un ammontare pari a 13.826,50 euro, la Campania con un ammontare pari a 13.681,90 euro e la Calabria con un ammontare pari a 13.160,20 euro.

Ranking delle regioni italiane per variazione assoluta del valore del reddito disponibile lordo pro-capite nel periodo 2004-2019. Il Trentino-Alto Adige è al primo posto per valore della variazione assoluta del reddito disponibile lordo pro-capite con un ammontare pari a 4.159,40 pari al +20,53%, seguito dal Veneto con un ammontare pari a 3.105,20 euro ovvero pari a 17,60%, e dalle Marche con un valore pari a 2.943,20 euro. A metà classifica vi sono la Puglia con un ammontare pari a 2.321,10 euro pari al 19,08%, seguita dall’Emilia Romagna con un ammontare pari a 2.314,10 euro ovvero pari all’11,16% e dal Piemonte con un ammontare pari a 2.275,00 euro pari a 11,91%. Chiudono la classifica l’Umbria con un ammontare pari a 1.513,70 euro pari a 8.70%, la Campania con un ammontare pari a1.423,90 euro pari a 11,62% e dal Lazio, all’ultimo posto, con un valore assoluto pari a 1.242,60 euro pari ad una crescita del 6,63%.

Nord. Il valore del reddito disponibile pro capite lordo nel Nord è cresciuto tra il 2015 ed il 2019 da un ammontare pari a 20.812,10 euro fino ad un ammontare pari a 22.366,00 euro ovvero una variazione pari a 1.553,90 euro pari al 7,47%. Nel passaggio tra il 2015 ed il 2016 il valore del reddito disponibile lordo pro-capite abbreviato in RDLPC è cresciuto da un ammontare pari a 20.812,10 euro fino ad un valore pari a 21.179,80 euro ovvero pari ad una variazione di 367,70 euro pari a 1,77%. Tra il 2016 ed il 2017 il valore del RDLPC nel Nord è cresciuto da un ammontare pari a 21.719,80 euro fino ad un valore pari a 21.770,40 euro ovvero pari ad un valore di 590,60 euro pari ad un valore di 2,79%. Nel passaggio tra il 2017 ed il 2018 il valore del RDLPC nel Nord è cresciuto da un ammontare pari a 21.770,40 euro fino ad un valore pari a 22.197,30 euro ovvero apri ad una variazione di 426,90 euro pari ad un valore di 1,96%. Nel passaggio tra il 2018 ed i l 2019 il valore del RDLPC è cresciuto da un ammontare pari a 22.197,30 euro fino ad un ammontare di 22.366,00 euro ovvero pari ad un valore di 168,70 euro pari ad un valore di 0,76%.

Centro. Il valore del RDLPC nel Centro Italia è cresciuto tra il 2015 ed il 2019 da un ammontare pari a 18.828,50 euro fino ad un valore pari a 20.061,20 euro ovvero una variazione pari a 1.232.70 euro pari ad un valore di 6,55%. Nel passaggio tra il 2015 ed il 2016 il valore del RDLPC nel Centro è cresciuto da un ammontare pari a 18.828,50 euro fino ad un valore pari 19.128,60 euro ovvero pari ad un valore di 300,10 euro pari all’1,59%. Nel passaggio tra il 2016 ed il 2017 il valore del RDLPC è cresciuto da un ammontare pari a 19.128,60 euro fino ad un valore pari a 19.427,40 euro ovvero pari ad una variazione di 298,80 euro pari ad un ammontare di 1,56%. Tra il 2017 ed il 2018 il valore del RDLPC nel Centro Italia è cresciuto da un ammontare pari a 19.427,40 euro fino ad un ammontare di 19.845,00 euro ovvero pari ad una variazione di 417,60 euro ovvero pari ad un ammontare di 2,15%. Tra il 2018 ed il 2019 il valore del RDLPC nel Centro Italia cresciuto da un ammontare pari a 19.845,00 euro fino ad un valore di 20.061,20 euro ovvero pari ad una variazione di 216,20 euro pari a 1,09%.

Mezzogiorno. Il valore del RDLPC nel Mezzogiorno è cresciuto tra il 2015 ed il 2019 da un ammontare pari a 13.266,20 euro fino ad un valore pari a 14,193,30 euro ovvero pari ad una variazione di 927,10 euro equivalente ad un valore di 6,99%. Tra il 2015 ed il 2016 il valore del RDLPC è cresciuto da un ammontare pari a 13.266,20 euro fino ad un ammontare di 13.437,90 euro ovvero pari ad una variazione di 171,70 euro pari ad un ammontare di 1,29%. Nel passaggio tra il 2016 ed il 2017 il valore del RDLPC è cresciuto da un ammontare pari a 13.437,90 fino ad un ammontare pari a 13.660,60 euro ovvero pari ad una variazione di un ammontare di 222,60 euro pari ad un ammontare di 1,66%. Nel passaggio tra il 2017 ed il 2018 il valore del RDLPC è cresciuto da un ammontare paria 13.660,50 euro fino ad un valore pari a 13.909,80 euro ovvero pari ad una variazione di 249,30 euro pari a 1,82% . Tra il 2018 ed il 2019 il valore del RDLPC nel Mezzogiorno è cresciuto da un ammontare pari a 13.909,80 euro fino ad un valore pari a 14.193,30 euro ovvero pari ad un valore di 283,50 euro pari ad un valore di 2,04%.

Clusterizzazione. È stato utilizzato il modello della clusterizzazione attraverso l’utilizzo dell’algoritmo k-Means per verificare se vi sono, all’interno delle regioni italiane delle classificazioni, che richiamino in un qualche modo alle macro-regioni Centro, Nord e Mezzogiorno. L’ottimizzazione della clusterizzazione è stata realizzata mediante l’utilizzo dell’coefficiente Silhouette. Sono stati individuati i seguenti clusters:

  • Cluster 1: Abruzzo, Sardegna, Molise;
  • Cluster 2: Sicilia, Campania, Calabria, Puglia, Basilicata;
  • Cluster 3: Lombardia, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Liguria, Valle d’Aosta;
  • Cluster 4: Veneto, Umbria, Toscana, Marche, Lazio, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte.

L’ordinamento dei clusters per valore medio del reddito pro capite disponibile lordo tra le regioni costituenti vede in testa il cluster 3 con un ammontare medio pari a 22.847,78 euro, seguito dal cluster 4 con un ammontare pari a 20.321,66 €, seguita dal cluster 1 con un valore medio di 15.600,00 € e dal cluster 2 con un ammontare pari a 13.914,90 €. Ne deriva pertanto che C3>C4>C1>C2.

Sintesi. In conclusione, possiamo sottolineare che il reddito disponibile lordo pro-capite tende a crescere in tutte le regioni anche se in misura differenziata. Certamente il Mezzogiorno è sotto la media nazionale. I meridionali nel 2019 hanno prodotto un reddito disponibile lordo pro-capite pari a 14 mila euro inferiore di 5 mila euro alla reddito disponibile lordo pro-capite in Italia pari a 19 mila euro. Nessuna delle regioni meridionali riesce ad arrivare al valore del reddito disponibile lordo pro-capite italiano. L’analisi a cluster mostra un dominio delle regioni del centro nord alle quali viene contrapposta la debolezza del reddito delle regioni del centro sud. Insomma, il divario tra Nord e Sud tende a crescere prospetticamente. Nel 2004 la differenza tra RDLPC del Nord e RDLPC del Mezzogiorno è stata pari ad un valore di 7.382,20 €, mentre nel 2019 la stessa differenza è arrivata a 8.172,70 € una crescita di 790,50 euro pari al 10,70%. Ne deriva che un cittadino del Nord ha un’aspettativa di reddito pro-capite di circa 8.000 euro superiore ad una cittadino del SUD. Le politiche economiche della coesione territoriale dovrebbero targetizzare il divario di RDLPC per creare una maggiore uguaglianza di opportunità e fare crescere il PIL a livello paese. L’idea di un paese a due velocità non è più sostenibile nell’attuale contesto europeo ed internazionale, che richiede attivismo delle produzioni, innovazioni tecnologiche, aperture all’export, creazione di imprese con Mergers and Acquisitions, e predisposizione agli affari nella partecipazione pubblico-privato.

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Ho un Ph.D. in Economics. Ho studiato all’Università “Aldo Moro” di Bari , all’Università “Federico II” di Napoli , all’Università “Tor Vergata” di Roma e alla University of Glasgow (UK). Iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti e Degli Esperti Contabili di Bari –ODCEC Bari. Attualmente ricercatore presso LUM Enterprise s.r.l. Nel novembre 2020 ho ricevuto la nomina di “Scholar in the Discipline of Economics” presso l’Università LUM-Giuseppe Degennaro di Casamassima (BA).