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Economia & lavoro

Clusterizzazione e Predizione del Tasso di Occupazione nelle Regioni Italiane nel Periodo 2004-2019

Il ranking del tasso di occupazione nelle regioni italiane nel 2019. Il Trentino-Alto Adige è al primo posto per valore del tasso di occupazione nelle regioni italiane nel 2019 con un ammontare pari a 76,6%, seguito dall’Emilia Romagna nel 2019 con un ammontare pari a 75,4 e dalla Valle d’Aosta con un ammontare pari a 73,5%. A metà classifica vi sono le Marche con un valore pari a 69,8%, l’Umbria con un ammontare pari a 69,3% e la Liguria con un ammontare pari a 67,7%. Chiudono la classifica la Calabria con un ammontare pari a 45,3%, la Campania con un valore pari a 45,2% e la Sicilia con un valore pari a 44,5%.

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Di Angelo Leogrande

L’Istat[1] definisce il tasso di occupazione come il rapporto tra gli occupati e la popolazione di 15 anni e più.

Il ranking del tasso di occupazione nelle regioni italiane nel 2019. Il Trentino-Alto Adige è al primo posto per valore del tasso di occupazione nelle regioni italiane nel 2019 con un ammontare pari a 76,6%, seguito dall’Emilia Romagna nel 2019 con un ammontare pari a 75,4 e dalla Valle d’Aosta con un ammontare pari a 73,5%. A metà classifica vi sono le Marche con un valore pari a 69,8%, l’Umbria con un ammontare pari a 69,3% e la Liguria con un ammontare pari a 67,7%. Chiudono la classifica la Calabria con un ammontare pari a 45,3%, la Campania con un valore pari a 45,2% e la Sicilia con un valore pari a 44,5%.

Ranking delle regioni italiane per variazione del tasso di occupazione tra il 2004 ed il 2019. La regione che in valore assoluta è cresciuta di più in termini di tasso di occupazione tra il 2004 ed il 2019 è stata il Friuli Venezia Giulia con un ammontare pari a 5,5 (+8,36%), seguita dal Trentino Alto Adige con un ammontare pari a 5,4 (+7,58%), dalla Toscana con un ammontare pari a 4,9 (+7,34%). A metà classifica vi sono Emilia-Romagna con un valore assoluto pari a 3,7 (+5,16%), il Lazio con 2,9 (+4,62%) e la Valle d’Aosta con un ammontare pari a 2,7 (+3,81%). Chiudono la classifica delle regioni che hanno fatto segnare delle variazioni negative del tasso di occupazione tra il 2004 ed il 2019, ovvero che nel passaggio tra il 2004 ed il 2019 hanno vissuto una riduzione degli occupati. Tali regioni sono la Sicilia, con un valore assoluto pari a -2,6 unità (-5,52%), la Campania con un ammontare pari a -4,2 unità pari a -8,50%, e la Calabria con un ammontare pari a -5,4 unità pari a -10,65%.

Nord. Il valore del tasso di occupazione nel Nord Italia è cresciuto nel periodo tra il 2015 ed il 2019 da un ammontare pari a 69 fino ad un valore pari a 72,9 ovvero una variazione pari a 3,50 unità equivalente al 5,04%. Tra il 2015 ed il 2016 il valore del tasso di occupazione nel Nord Italia è cresciuto da un ammontare pari a 69,00 fino ad un valore pari a 70,6 unità ovvero pari ad una variazione di 1,20 unità equivalente all’1,73%. Nel passaggio tra il 2016 ed il 2017 il valore del tasso di occupazione è cresciuto da un ammontare pari a 70,6 unità fino ad un valore pari a 71,5 unità ovvero pari ad una variazione di 0,90 unità equivalente ad una variazione di 1,27%. Nel passaggio tra il 2017 ed il 2018 il valore del tasso di occupazione nel Nord Italia è cresciuto da un ammontare pari a 71,5 unità fino ad un valore pari a 72,2 unità ovvero pari ad una variazione di 0,70 unità equivalente ad un valore di 0,98%. Nel passaggio tra il 2018 ed il 2019 il valore del tasso di occupazione è cresciuto da un ammontare pari a 72,2 unità fino ad un valore pari a 72,9 unità ovvero pari ad una variazione di 0,70 unità pari ad un ammontare di 0,97%. Tuttavia, la crescita del tasso di occupazione nel periodo 2004-2019 nel Nord Italia è stata superiore del 20,45% al valore della crescita del tasso di occupazione nel periodo 2015-2019.

Centro. Il valore del tasso di occupazione è cresciuto nel periodo tra il 2015 ed il 2019 nel Centro Italia da un valore pari a 66 unità fino ad un ammontare pari a 68,3 unità ovvero pari ad una variazione di 2,50 unità equivalente ad un valore del 3,80%. Nel passaggio tra il 2015 ed il 2016 il valore del tasso di occupazione nel centro Italia è cresciuto da un ammontare pari a 66 unità fino ad un ammontare pari a 66,5 unità ovvero pari ad una variazione di 0,70 unità equivalente ad un valore di 1,06%. Tra il 2016 ed il 2017 il valore del tasso di occupazione nel Centro Italia è cresciuto da un ammontare pari a 66,5 unità fino ad un valore pari a 67,2 unità ovvero pari ad una variazione di 0,70 unità equivalente ad un valore di 1,05%. Tra il 2017 ed il 2018 il valore del tasso di occupazione nel Centro Italia è cresciuto da un valore pari a 67,2 unità fino ad un valore pari a 67,8 unità ovvero pari ad un variazione di 0,60 unità pari ad un valore di 0,89%. Tra il 2018 ed il 2019 il valore del tasso di occupazione nel centro Italia è cresciuto da un valore pari a 67,8 unità fino ad un valore pari a68,3 unità ovvero pari ad un valore di 0,50 unità equivalente ad un valore di 0,74%. Tuttavia il tasso di occupazione nel Centro Italia del periodo 2015-2019 è cresciuto ad un tasso del 26,4% inferiore rispetto al tasso di occupazione nel periodo 2004-2019.

Mezzogiorno. Il valore del tasso di occupazione nel Mezzogiorno è cresciuto nel periodo tra il 2015 ed il 2019 da un ammontare pari a 46 unità fino ad un valore pari a 48,5 unità ovvero una variazione pari ad un valore di 2,40 unità equivalente ad una crescita del 5,21%. Nel passaggio tra il 2015 ed il 2016 il valore del tasso di occupazione nel Mezzogiorno è cresciuto da un ammontare pari a 46 unità fino ad un valore pari a 47 unità ovvero pari ad una variazione di 0,90 unità equivalente ad un valore di 1,95%. Tra il 2016 ed il 2017 il valore del tasso di occupazione nel Mezzogiorno è cresciuto da un ammontare pari a 47,00 fino ad un valore pari a 47,70 unità ovvero pari ad una variazione di 0,70 unità equivalente ad un valore di 1,49%. Tra il 2017 ed il 2018 il valore del tasso di occupazione nel Mezzogiorno è cresciuto da un ammontare pari a 47,7 unità fino ad un valore pari a 48,2 unità ovvero pari ad una variazione di 0,50 unità equivalente ad un valore di 1,05%. Tra il 2018 ed il 2019 il valore del tasso di occupazione è cresciuto da un ammontare pari a 48,2 unità fino ad un valore pari a 48,5 unità ovvero pari ad un variazione di 0,30 unità equivalente allo 0,62%. Tuttavia, occorre che la performance del tasso di occupazione del Mezzogiorno nel periodo 2015-2019 è stata del 233% più elevata della medesima performance nel periodo 2004-2019.

Clusterizzazione. Viene di seguito utilizzata la clusterizzazione per verificare la possibilità di una ripartizione delle regioni italiane per tasso di occupazione che possa rispecchiare la distinzione tra le macro-regioni. L’algoritmo di clusterizzazione utilizzato è k-Means con rappresentazione t-SNE ottimizzato mediante l’utilizzo del coefficiente Silhouette. L’analisi mostra l’esistenza di 3 clusters come indicati di seguito:

  • Cluster 1: costituito da 4 regioni ovvero Molise, Sardegna, Basilicata ed Abruzzo;
  • Cluster 2: costituito da 4 regioni ovvero Sicilia, Calabria, Campania, e Puglia;
  • Cluster 3: costituito da 12 regioni ovvero Veneto, Toscana, Lombardia, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Marche, Emilia-Romagna, Umbria, Trentino-Alto Adige, Liguria, Lazio.

Pertanto, risulta una rappresentazione nella quale le regioni del Centro-Nord sono accumunate in un unico cluster per tasso di occupazione mentre le regioni meridionali sono sostanzialmente divise in due clusters.

Machine Learning e Predictions. Sono stati utilizzati degli algoritmi di machine learning per la predizione del valore del tasso di occupazione del 2019 attraverso l’utilizzo dei dati della medesima variabile del 2004. È stato realizzato un confronto tra i seguenti algoritmi:

  • Tree Ensemble;
  • Gradient Boosted Trees;
  • Linear Regression;
  • Artificial Neural Network-MLP;
  • Random Forest;
  • Probabilistic Neural Network-PNN.

Il confronto tra gli algoritmi indicati è stato realizzato in termini di massimizzazione dell’r-quadro e di minimizzazione dei valori degli errori. Il campione utilizzato per il learning è stato disposto nella misura del 70%. Per valutare gli algoritmi di machine learning in termini di efficienza predittiva sono stati utilizzati i seguenti indicatori:

  • R quadro;
  • Mean Absolute Error;
  • Mean Squared Error;
  • Root Mean Squared Error;
  • Mean Signed Difference.

I risultati mostrano che l’algoritmo di machine learning maggiormente efficiente per la prediction è Tree Ensemble.

Regressione. Infine, è stato realizzato un modello panel data dinamico per stimare l’andamento del tasso di occupazione nelle regioni italiane nel periodo 2004-2019. Il risultati mostrano che il tasso di occupazione è positivamente associato con il part time involontario e con il reddito medio disponibile pro-capite, mentre è negativamente associato con il tasso di mancata partecipazione al lavoro ed il tasso di infortuni mortali ed inabilità permanenti.

Conclusioni. Il tasso di occupazione nelle regioni italiane è tendenzialmente cresciuto soprattutto nelle regioni del Centro-Nord. Tuttavia, nelle tre regioni meridionali della Campania, Calabria e Sicilia il tasso di occupazione è diminuito nel confronto tra il 2014 ed il 2019. L’analisi della clusterizzazione mostra la presenza di 3 clusters i quali tuttavia non corrispondono alle macro-regioni italiane. Piuttosto i clusters mettono in evidenza il fatto che il centro-nord è unito nella convergenza verso alti tassi di occupazione, mentre le regioni meridionali vengono divise in due diversi clusters per valore differenziato del tasso di occupazione. Attraverso l’analisi comparata di vari algoritmi di machine learning e prediction è stata realizzata la predizione del valore del tasso di occupazione 2019 con dati 2004 scegliendo l’algoritmo “Ensemble Tree” come migliore in termini di performance sulla base della massimizzazione dell’R-quadro e della minimizzazione degli errori. Infine, l’analisi di regressione mostra la presenza di una relazione positiva tra il tasso di occupazione ed il reddito pro capite ed il part time involontario e la relazione negativa tra tasso di occupazione e tasso di mancata partecipazione al lavoro ed il tasso di infortuni mortali ed inabilità permanenti. In ogni caso, il tasso di occupazione mostra un rallentamento nel tasso di crescita sia nelle regioni del Nord che nelle regioni del Centro in confronto tra il periodo 2015-2019 rispetto al periodo precedente 2004-2019.


[1] https://www.istat.it/it/files/2016/01/Glossario1.pdf

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Ho un Ph.D. in Economics. Ho studiato all’Università “Aldo Moro” di Bari , all’Università “Federico II” di Napoli , all’Università “Tor Vergata” di Roma e alla University of Glasgow (UK). Iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti e Degli Esperti Contabili di Bari –ODCEC Bari. Attualmente ricercatore presso LUM Enterprise s.r.l. Nel novembre 2020 ho ricevuto la nomina di “Scholar in the Discipline of Economics” presso l’Università LUM-Giuseppe Degennaro di Casamassima (BA).