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Economia & lavoro

Gli Occupati in Lavori a Termine da Almeno 5 Anni nelle Regioni Italiane

L’ammontare dei lavoratori a termine da almeno 5 anni in percentuale dei lavori complessivi secondo i dati Istat.

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Tra il 2004 ed il 2019 sono diminuiti nelle regioni italiane, tranne che in Abruzzo, Puglia, Liguria e Molise.

di Angelo Leogrande

Il ranking degli occupati in lavori a termine da almeno 5 anni. L’Istat calcola l’ammontare dei lavoratori a termine da almeno 5 anni in percentuale dei lavori complessivi. I dati fanno riferimento al 2019. La Sicilia è al primo posto con un valore pari a 31,8%, seguita dalla Puglia con un valore pari a 25,9% seguita dalla Calabria con un valore di 23,7%. A metà classifica vi sono la Campania con un valore pari al 18%, la Liguria con un valore pari a 16,6% e l’Emilia-Romagna con un valore pari a 16,4%. Chiudono la classifica il Piemonte con un valore pari a 11,8%, il Veneto con un valore pari a 10,7% e la Lombardia con un valore pari a 9,9%.

Ranking occupati in lavori a termine da almeno 5 anni nel periodo tra il 2004-2019. È possibile calcolare il valore della differenza del valore degli occupati in lavori a termine da almeno 5 anni tra il 2004 ed il 2019 ai fini della creazione di un ranking. Ovviamente in questo caso le regioni maggiormente performanti sono le regioni che hanno visto ridurre l’ammontare della percentuale dei lavoratori a termine da 5 anni rispetto al totale degli occupati. Al primo posto vi è la Calabria che tra il 2004 ed il 2019 è stata caratterizzata da una riduzione del valore degli occupati a termine da almeno 5 anni equivalente ad un ammontare di -16,2 unità, seguita dalla Campania con un valore pari a -8,3 unità e dalla Basilicata con un valore pari a -7,3 unità. A metà classifica vi sono la Sardegna con un valore pari a -3,2 unità, il Lazio con un valore pari a -2,6 unità e l’Emilia-Romagna con un valore pari a -2,1 unità. Chiudono la classifica la Puglia con un valore pari a 1,2 unità, seguita dalla Liguria con un valore pari a 1,7 unità ed il Molise con un valore pari a 6,2 unità.

L’andamento della percentuale dei lavoratori a contratto a termine da almeno 5 anni nel Nord Italia. Il valore degli occupati in lavori a termine da almeno 5 anni è diminuito nel Nord Italia tra il 2014 ed il 2019. Nel 2014 il valore degli occupati in lavori a termine da almeno 5 anni nel Nord è stato pari ad un valore di 15,2 unità ed è rimasto a tale ammontare anche nel 2015. Tra il 2015 ed il 2016 il valore degli occupati in lavori a termine da almeno 5 anni è diminuito da un valore pari a 15,2 unità fino ad un valore pari a 13,5 unità ovvero pari ad un ammontare di -1,7 unità pari ad un valore di -11,18%. Tra il 2016 ed il 2017 il valore degli occupati in lavori a termine da almeno 5 anni nel Nord è diminuito da un valore pari a 13,5 unità fino ad un valore pari a 13,3 unità ovvero pari ad un valore di -0,2 unità pari a -1,48%. Tra il 2017 ed il 2018 il valore degli occupati a termine da almeno 5 anni è diminuito da un valore pari a 13,3 unità fino ad un valore pari a 12,6 unità ovvero pari ad un valore di -0,7 unità pari ad un valore di -5,26%.  Tra il 2018 ed  il 2019 il valore degli occupati a termine da almeno 5 anni è rimasto costante ad un valore di 12,6 unità. Complessivamente tra il 2014 ed il 2019 il valore degli occupati in lavori a termine a 5 anni nel Nord Italia è diminuito di -2,6 unità pari ad un valore di -17,11%.

L’andamento della percentuale dei lavoratori a contratto a termine da almeno 5 anni nel Centro Italia. Il valore della percentuale dei lavoratori con contratto a termine da almeno 5 anni nel Centro Italia è stato pari ad un valore di 19,2 unità. Tra il 2014 ed il 2015 l’ammontare dei lavoratori a contratto a termine da almeno 5 anni nel Centro Italia è passato da un ammontare pari a 19,2 unità fino ad un valore pari a 20,3 unità ovvero pari ad un valore di 1,1 unità pari a 5,72%. Tra il 2015 ed il 2016 il valore della percentuale dei lavoratori a contratto a temine da almeno 5 anni è passato da un ammontare pari a 20,3 unità fino ad un valore pari a 20,5 unità pari ad un ammontare di 0,2 unità pari a 0,98%. Nel passaggio tra il 2016 ed il 2017 il valore degli occupati in lavori a termine da almeno 5 anni è diminuito da un valore pari a 20,5 unità fino ad un valore di 17,4 unità ovvero pari ad un valore di -3,1 unità pari a -15,12%. Nel passaggio tra il 2017 ed il 2018 il valore degli occupati in lavori a termine da almeno 5 anni è cresciuto da un ammontare pari a 17,4 unità fino ad un valore pari a 18,5 unità ovvero pari ad un valore di 1,1 unità pari a 6,32%. Tra il 2018 ed il 2019 il valore dell’ammontare degli occupati in lavori a termine da almeno 5 anni è diminuito da un valore pari a 18,5 unità pari a 16,9 unità ovvero pari ad una variazione di -1,6 unità pari ad un valore di -8,6%. Tra il 2014 ed il 2019 il valore degli occupati in lavori a termine da almeno 5 anni è diminuito da un valore di -2,3 unità pari ad un valore di -11,9%.

L’andamento della percentuale dei lavoratori a contratto a termine da almeno 5 anni nel Mezzogiorno. Il valore dei lavoratori a contratto a termine da almeno 5 anni nel Mezzogiorno è passato da un valore pari a 26,8% fino ad un valore pari a 25,1% nel passaggio tra il 2014 ed il 2015 ovvero pari ad una variazione di -1,7 unità pari ad un ammontare di -6,3%. Tra il 2015 ed il 2016 il valore della percentuale dei lavoratori a contratto a temine da almeno 5 anni è diminuito da un ammontare pari a 25,1 fino ad un valore pari a 24,6 unità ovvero pari ad un valore di -0,5 unità pari ad un ammontare di -1,99%. Nel passaggio tra il 2016 ed il 2017 il valore dei lavoratori a contratti a termine è cresciuto da un ammontare pari a 24,6 unità fino ad un valore pari a 24,8 unità pari ad un valore di 0,2 unità pari ad un valore di 0,813%. Tra il 2017 ed il 2018 il valore degli occupati in contratti a termine da almeno 5 anni è cresciuto da un valore pari a 24,8 unità fino ad un valore pari a 24,9 unità ovvero pari ad una variazione di 0,1 unità pari ad un ammontare di 0,4%. Tra il 2018 ed il 2019 il valore dei contratti a termine da almeno 5 anni è diminuito da un ammontare pari a 24,9 unità fino ad un valore di 23,5 unità ovvero pari ad un valore di -1,4 unità pari ad una variazione di -5,6%. Tra il 2014 ed il 2019 il valore dell’ammontare dei contatti a termine da 5 anni nel Mezzogiorno è diminuito di un ammontare pari a -3,3 unità pari ad un valore di -12,3%.

Conclusioni. In sintesi, possiamo sottolineare che il valore dei contratti a termine da 5 anni è diminuito in tutte le regioni italiane nel periodo tra il 2014 ed il 2019 tranne che per alcune regioni come per esempio in Abruzzo, Puglia, Liguria e Molise che hanno quindi manifestato la presenza di un mercato del lavoro caratterizzato da una crescente precarizzazione. In tutte le altre regioni l’ammontare dei contratti a termine almeno da 5 anni è diminuito significativamente. Tuttavia, in senso ampio, la presenza di contratti a termine tende ad essere un elemento in diminuzione anche nelle regioni attive come, per esempio, la Lombardia con -4,7%, il Veneto con il -3,8% e l’Emilia-Romagna con -2,1% tra il 2004 e il 2019.

Ho un Ph.D. in Economics. Ho studiato all’Università “Aldo Moro” di Bari , all’Università “Federico II” di Napoli , all’Università “Tor Vergata” di Roma e alla University of Glasgow (UK). Iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti e Degli Esperti Contabili di Bari –ODCEC Bari. Attualmente ricercatore presso LUM Enterprise s.r.l. Nel novembre 2020 ho ricevuto la nomina di “Scholar in the Discipline of Economics” presso l’Università LUM-Giuseppe Degennaro di Casamassima (BA).