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Economia & lavoro

Un lavoratore italiano su 4 è sovra-istruito

Il numero dei lavoratori sovra-istruiti è significativamente cresciuto in Italia nel periodo tra il 2009 ed il 2019. Analisi e conseguenze.

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Titoli di studio qualificati portano spesso a remunerazioni basse

di Angelo Leogrande

Ranking delle regioni italiane per numero di occupati sovra istruiti. L’Istat calcola il numero di occupati sovra istruiti ovvero la percentuale di occupati che possiedono un titolo di studio superiore a quello maggiormente posseduto per svolgere quella professione sul totale degli occupati[1]. Considerando i dati del 2019, al primo posto vi è l’Umbria con un ammontare pari a 33%, seguita dall’Abruzzo con un valore pari a 30,3% e dalla Basilicata con un ammontare pari a 29,4%. A metà classifica vi sono la Calabria con un valore di 25,9%, seguita dal Veneto e dalla Campania a parimerito ad un valore di 25,8%. Chiudono la classifica il Piemonte con un valore pari a 22,20, la Lombardia con un ammontare pari a 21,70% ed il Trentino-Alto Adige con un ammontare pari a 17,55%.

Nord. La percentuale dei lavoratori sovra-istruiti è cresciuta nel Nord Italia nel periodo tra il 2009 ed il 2019. Nel 2009 la percentuale di lavoratori sovra-istruiti è stata pari a 19,00%. Nel passaggio tra il 2009 ed il 2010 il valore della percentuale dei lavoratori sovra-istruiti è passata da un ammontare pari al 19% fino ad un valore pari al 20% ovvero pari ad una variazione di 1,20 unità pari ad un valore del 6,38%. Nel passaggio tra il 2010 ed il 2011 il valore della percentuale dei lavoratori sovra-istruiti è passato da un ammontare pari a 20,00% fino ad un valore pari a 20,2% ovvero pari ad un variazione di 0,20 unità in valore assoluto pari ad una variazione di 1,00 in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2011 ed il 2012 il valore del numero di lavoratori istruiti è cresciuto da un ammontare pari a 20,2 unità fino ad un valore pari a 20,5 unità ovvero pari ad una variazione di 0,30 unità ovvero pari ad un valore di 1,49%. Nel passaggio tra il 2012 ed il 2013 la percentuale del numero dei lavoratori sovra-istruiti è cresciuta da un ammontare pari a 20,5 fino a 21,00%. Successivamente tra il 2013 ed  il 2014 il numero dei lavoratori sovra-istruiti nel Nord Italia ha continuato a crescere da un ammontare pari a 21,00% fino ad un valore pari a 22,4% ovvero pari ad un valore di 1,40 unità pari ad un valore di 6,67%. Tra il 2014 ed il 2015 il valore del numero dei lavoratori sovra-istruiti è cresciuto da un ammontare pari a 22,4 unità fino ad un valore pari a 22,7 unità ovvero pari ad una variazione di 0,30 unità pari a 1,34%. Nel passaggio tra il 2015 ed il 2016 il valore della percentuale dei lavoratori sovra istruiti nelle macro-regioni italiane è passato da un ammontare pari a 22,4 unità fino ad un valore pari a 22,7% ovvero pari ad una variazione di 0,30 unità pari ad un ammontare dell’1,34%. Tra il 2015 ed  il 2016 il valore dei lavoratori sovra-istruiti è cresciuto da un ammontare pari a 22,7% fino ad un valore pari a 22,6% ovvero pari ad una variazione di -0,10% pari ad una variazione di 0,44%. Tra il 2016 ed il 2017 il valore degli occupati sovra-istruiti è passato da un ammontare pari a 22,6 unità fino ad un valore pari a 22,8% ovvero pari ad un variazione di 0,20 unità pari ad un valore di 0,88%. Tra il 2017 ed il 2018 la percentuale dei lavoratori sovra-istruiti è passato da un ammontare di 22,8% fino ad un valore di 23,4% ovvero pari ad un valore di 0,60 unità pari ad un valore di 2,63%. Nel passaggio tra il 2018 ed  il 2019 il valore della percentuale dei lavoratori sovra-istruiti è passato da un ammontare pari a 23,4 unità fino ad un valore di 23,6 unità ovvero pari ad un valore di 0,20 unità pari a 0,85%. Complessivamente, nel periodo considerato il valore della variazione assoluta del numero dei lavoratori sovra-istruiti è cresciuto di un ammontare pari a 4,8 ovvero pari ad un ammontare di 2,53%.

Centro. Il numero dei lavoratori sovra istruiti del centro è cresciuto da un ammontare di 24,00% fino ad un valore di 24,5% ovvero pari ad un valore di 0,70 unità pari a 2,94%. Nel passaggio tra il 2010 ed il 2011 il valore dei lavoratori sovra-istruiti è cresciuto da un ammontare pari a 24,00% fino ad un valore di 24,5% ovvero pari ad una variazione di 0,70 unità pari ad un valore di 2,94%. Tra il 2011 ed il 2012 il valore dei lavoratori sovra-istruiti è cresciuto da un valore di 24,00 unità fino ad un valore pari a 24,5 unità ovvero pari ad un ammontare di 0,50 unità pari ad un valore di 2,08%. Tra il 2012 ed il 2013 il valore del numero dei lavoratori sovra-istruiti nel centro è passato da un ammontare pari a 24,5 unità fino ad un valore pari a 24,8 unità ovvero pari ad un variazione di 0,30 unità pari ad una variazione di 0,30 unità pari ad un valore di 1,22%. Successivamente il valore è cresciuto fino al 2017 raggiungendo un ammontare del 27,8%. Tra il 2017 ed il 2018 i valore dell’indice della produzione industriale è diminuito da un ammontare pari a 27,8 fino ad un valore pari a 27,4 per poi ridursi ulteriormente nel 2019 fino a raggiungere il valore del 27,3%. Complessivamente, nel Centro la percentuale dei lavoratori sovra-istruiti è cresciuta di 3,5 punti in valore assoluto pari ad una crescita del 14,7% nel periodo tra il 2009 ed il 2019.

Mezzogiorno. Nel Mezzogiorno il valore dei lavoratori sovra-istruiti è cresciuto significativamente di 6,8 punti in valore assoluto e del 36,2% in valore percentuale nel periodo tra il 2009 ed il 2019. Nel 2009 la percentuale di lavoratori sovra-istruiti nel Mezzogiorno è stato pari ad un valore del 19,00%. Tra il 2009 ed il 2019 il valore dei lavoratori sovra-istruiti è cresciuto ininterrottamente fino ad arrivare ad un valore del 25,6%.

Conclusioni. Il numero dei lavoratori sovra-istruiti è significativamente cresciuto in Italia nel periodo tra il 2009 ed il 2019. Nel 2009 il valore dei lavoratori sovra-istruiti è stato pari ad un ammontare del 19,80%. Tra il 2009 ed il 2019 il valore è cresciuto fino ad arrivare al 24,9% ovvero una crescita pari a 5,1 punti in valore assoluto e pari al 25,8% in valore percentuale. Complessivamente in Italia 1 lavoratore su 4 è sovra-istruito ovvero ha un valore del reddito ridotto rispetto al titolo di studio conseguito. Tale condizione inoltre sembra essere crescente in misura prospettiva. Ovviamente la questione riguarda sia gli enti di formazione che il mercato del lavoro. La squalificazione reddituale dei lavoratori sovra-istruiti retroagisce sulle scelte di studio della popolazione. Infatti molti potrebbero scegliere di evitare faticosi e costosi percorsi formativi universitari e post-universitari proprio nella considerazione dei redditi bassi dei laureati. L’impatto di tale scelte potrebbe comportare una riduzione del numero delle iscrizioni ed un arretramento culturale della popolazione italiana.


[1] https://www.istat.it/it/files//2018/12/BES2018-cap-03.pdf

Ho un Ph.D. in Economics. Ho studiato all’Università “Aldo Moro” di Bari , all’Università “Federico II” di Napoli , all’Università “Tor Vergata” di Roma e alla University of Glasgow (UK). Iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti e Degli Esperti Contabili di Bari –ODCEC Bari. Attualmente ricercatore presso LUM Enterprise s.r.l. Nel novembre 2020 ho ricevuto la nomina di “Scholar in the Discipline of Economics” presso l’Università LUM-Giuseppe Degennaro di Casamassima (BA).