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Esteri

Scholz rifiuta di fornire a Kiev i carri Leopard 2, bravo!

Il vertice di Ramstein ciha confermato l’esaurimento delle risorse non operative della NATO, la fornitura di mezzi degli eserciti, il
rifiuto tedesco a fornire i carri Leopard a Kiev.

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Aree di crisi nel mondo n. 142 del 22-1-2023

L’articolo di oggi si concentrerà maggiormente sul vertice di Ramstein conclusosi da poco, rispetto alla situazione sui fronti del conflitto.

Ramstein

Con l’arrivo dei ministri della Difesa dei Paesi NATO, si è tenuto il vertice presso la base militare che ha deciso un nuovo pacchetto di aiuti per proseguire e prolungare nel tempo il sanguinoso conflitto in Ucraina.

Secretary of Defense Lloyd J. Austin III speaks at the eighth Ukraine Defense Contact Group meeting at Ramstein Air Base, Germany, Jan. 20, 2023. The meeting brought together representatives from more than 50 nations and organizations to determine the best way to get the military capabilities that Ukraine needs to repel Russian forces from their sovereign territory. (DoD photo by U.S. Air Force Tech. Sgt. Jack Sanders) Questo file è concesso in licenza con la licenza generica 
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L’aspetto che meno sembra interessare loro è il pesantissimo tributo di sangue che gli Ucraini stanno versando per una causa non di certo loro.

Questa escalation, ormai credo lo abbiano capito anche i muri, è stata voluta per interesse della NATO e degli USA in particolar modo al fine di ottenere due risultati importanti, sconfiggere la Russia sul piano militare, avevano programmato un conflitto che doveva probabilmente esaurirsi in massimo sei mesi, e siamo quasi ad un anno.

Probabile che le ipotesi e gli studi strategici dei vertici militari dell’Alleanza avessero valutato scorte di armamenti di molto inferiori ai reali di cui dispone la Russia e di cui non sembra assolutamente essere in penuria. Missili, carri armati, droni, caccia, bombe, proiettili di artiglieria, logistica impeccabile, stanno invece esaurendo le nostre di risorse, con una preoccupazione sempre più evidente sui volti e nel tremore della voce di quei politici che più sono preoccupati e più alzano i toni e il clamore dei loro proclami.

Il secondo risultato che gli USA volevano ottenere, e hanno ottenuto grazie all’incompetenza ed incapacità della nostra classe dirigente, è il taglio netto dei rapporti commerciali tra la Russia e tutta la UE.

I nostri governanti, la Von der Leyen in testa, si sono immolati alla causa USA di migliorare la situazione dei conti troppo spostate alle importazioni rispetto ai beni esportati, pertanto hanno facilitato loro il compito di rendere fuori mercato le nostre imprese, non solo nei confronti dei paesi emergenti ma anche rispetto all’industria statunitense.

Grazie a penuria di materie prime e rialzo dei prezzi delle stesse come dell’energia, la competitività dell’impresa UE è precipitata.

Quest’anno grazie a aiuti di stato molte si sono salvate, ma anche l’amministratore delegato dell’ENI ci avvisa che saranno i prossimi anni quelli davvero difficili.

Le misure prese dalla UE non stanno fornendo risultati apprezzabili, e solo un inverno estremamente mite e il calo dei consumi industriali, segnale pessimo, ci hanno permesso di contenere i prezzi che grazie alla scarsa domanda, sono scesi, non di certo per risorse nuove disponibili.

Ramstein ha fatto emergere diversi aspetti.

Innanzitutto hanno confermato in ogni parte quanto abbiamo scritto nei precedenti articoli, ovvero che le risorse del fu Patto di Varsavia si siano del tutto , o quasi, esaurite e che per la prossima fornitura si debba fare conto sulle sole forniture di mezzi occidentali.

Quindi si è puntato su una ricostruzione integrale, la terza, dell’esercito ucraino, verranno forniti alcune centinaia di mezzi blindati tra i quali 200 moderni Roschel Senator, alcuni sono già stati consegnati e uno è già andato in fiamme.

CV-90 svedesi, ottimi cingolati https://it.wikipedia.org/wiki/CV-90 , con torretta dotata di cannone Bofors da 40mm, molti Humvee americani, blindati inglesi e alcuni carri armati, di certo 12 challenger 2 britannici https://it.wikipedia.org/wiki/Challenger_2 , 59 Bradley https://it.wikipedia.org/wiki/M2/M3_Bradley statunitensi, qualche decina di Stryker, https://it.wikipedia.org/wiki/Stryker Mrap, elicotteri Sea King britannici https://it.wikipedia.org/wiki/Sikorsky_S-61 , e altri cingolati di diversa provenienza. La Germania consegnerà una 20ina di Marder https://it.wikipedia.org/wiki/Marder , la Francia ha inviato almeno 10 AMX https://it.wikipedia.org/wiki/AMX-10RC.

L’elenco è lungo, il tutto rappresenta una quantità di materiali sufficiente a ricreare un intero esercito, ben superiore alle dotazioni di molti paesi della NATO stessa, Italia compresa.

Si aggiungeranno anche nuove batterie antiaeree tra cui i Patriot americani, forniti da diversi Paesi, non sembra che l’Italia invierà la sua batteria Samp T ma che la manderà in Slovacchia in sostituzione di una di Patriot da lei donata all’Ucraina.

Stiamo insomma erodendo la capacità bellica dei nostri eserciti avendo esaurito le scorte non operative.

C’è un solo modo per definire questa situazione, un vero e proprio disastro.

Più si fanno bellicosi e i toni dei nostri politicanti aspri, più sono gravi le difficoltà della NATO in Ucraina.

Ramstein con le prime crepe e litigi emersi, il rifiuto categorico tedesco di inviare e permettere l’invio di carri Leopard 2 non è stato digerito dagli USA ne dai Polacchi.

Pretendevano che Berlino si piegasse alla loro logica folle di una escalation ulteriore.

Berlino, come anche Parigi, NON vogliono assolutamente essere considerate parti in causa del conflitto, ne mettere in difficoltà la capacità bellica del loro esercito intaccandone le risorse operative.

E mi pare questa una posizione sensata.

Gli USA invece vogliono che gli Europei si privino dei loro mezzi, che scendano sotto livelli accettabili di dotazioni.

Perchè vogliono questo?

La ragione è tanto semplice quanto spregevole.

Costringendo i nostri eserciti a privarsi dell’indispensabile, loro , che hanno scorte di mezzi non operativi davvero notevoli, si offriranno di colmare le mancanze e rinforzare ulteriormente le lacune con i loro armamenti, che ci legheranno per decenni alle forniture di pezzi di ricambio con un business multimiliardario per le loro industrie militari, chiaramente a danno delle nostre.

Come dicevo, un gioco davvero sporco.

La presenza militare USA in Europa, oltretutto sta divenendo davvero enorme.

È sbarcata la seconda brigata della 1a Divisione di Cavalleria Statunitense, che non è dotata di cavalli, ma di carri armati e tanti, la prima nave, la Leroy Mendonca, ha attraccato al porto olandese di Vlissinghen e ha sbarcato 1200 veicoli, una seconda nave, la Indipendence, ha attraccato al porto danese di Aahrus, ma non se ne conosce il carico di mezzi.

https://www.dvidshub.net/news/436638/vlissingen-port-operations-showcase-us-netherlands-and-joint-force-interoperability

La Terza Brigata è già presente nel teatro europeo, formalmente dovrebbe essere avvicendata dalle 2a, ma finora non ho notizia di partenza di questa unità, se dovesse essere arrivata anche la 1a avremmo l’intera Divisione presente, c’è anche la 101ma divisione già in Europa, la 82ma ha inviato un contingente di 500 soldati e ufficiali, si tratta del nucleo di comando che deve predisporre la base ed il coordinamento per l’arrivo del resto della Divisione?

Gli Usa hanno una ulteriore grande unità la 2a Divisione Corazzata, questa è normalmente di stanza a Fort Hood, ma è stata spostata sulla costa est degli USA, anch’essa potrebbe essere pronta a partire.

La Terza Divisione si trova in Corea del Sud e non credo la spostino.

Cosa è accaduto sul campo.

Artemosk

Dopo la perdita di Soledar, gli Ucraini hanno perso ulteriori importanti posizioni, e questo nonostante abbiano tentato di tenerle inviando molti rinforzi.

A nord hanno ceduto: Sol, Krasnopolovka, stanno combattendo per Mylolaivka, Krasna Gora e Paraskoveevka.

A sud di Artemosk hanno perso alcune posizioni in direzione di Toreck e soprattutto il villaggio di Klishkeevka.

Si frappone tra i russi e la ritirata ucraina, un punto fortificato dove le unità ucraine sopravvissute hanno ripiegato, ma che non è adatto a resistere a lungo in quanto è solamente un punto trincerato.

Gli Ucraini preparano una linea di resistenza arretrata sui centri di Ivanovske e Chasiv Yar, qui si sono concentrati i maggiori rinforzi.

Una colonna di 5 camion russi ha restituito le salme dei caduti ucraini in Soledar ma per ultimare l’opera hanno dovuto compiere 4 viaggi.

La situazione in Artemosk sembra volgere al peggio anche perchè manca una risposta adeguata da parte ucraina.

Zaporizia

Tre giorni fa è iniziata la pressione offensiva da parte russa.

Piccole unità di fanteria si sono portate “velocemente” a ridosso, a piedi, delle posizioni ucraine, contro ogni probabilità, sono riuscite ad avere la meglio sulle difese e hanno occupato le prime posizioni per poi arrivare a due villaggi, quelli di Maly Shcherbaky e Shcherbaky, si combatte a ridosso di Stepovo, Novoandreevka, Novodanilovka e Kamyanske.

Non si tratta quindi di una offensiva vera e propria, è una operazione di assaggio, che inaspettatamente ha portato dei guadagni per i Russi.

Kreminna e Svatosky

Un altro fronte ad elevata intensità di combattimenti.

Dopo la fallita offensiva su Kreminna, di cui abbiamo già parlato, gli Ucraini hanno iniziato a premere molto forte su Kuzemovka.

Qui li affrontano i Russi della 127a fucilieri motorizzati, unità della 60a Brigata fucilieri motorizzata e una unità della 22a Brigata Spetsnaz.

Gli Ucraini schierano invece all’offensiva il famigerato battaglione di tagliagole neonaziste e mercenari Kraken, che si è già macchiato di pesanti crimini di guerra contro civili e prigionieri, unità della 92a brigata meccanizzata, unità delle forze speciali antiterrorismo Omega, unità della 27a Brigata di fanteria.

Si equivalgono grosso modo, seguiremo gli sviluppi ulteriori.

Ho raccolto la testimonianza di due amici corrispondenti dalla zona dell’Operazione Speciale nel Donbass.

Ve la propongo perchè è particolarmente interessante, si trovavano a Lugansk in attesa di rientrare a Mosca e poi in Italia.

Stefano Orsi