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Esteri

Bollettino n. 172 del 20-12-2019

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di STEFANO ORSI

La tanto attesa seconda fase dell’offensiva verso Idlib è finalmente arrivata.


Dalle 23 circa ora di Damasco è scattata questa fase cruciale.

Le truppe siriane sono già concentrate nell’avanzata su tre direttrici principali, e l’obbiettivo, come avevamo già indicato tempo fa, è rimasto Maraat al Numan.

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La prima ondata si è scatenata sull’importante villaggio in prima linea difensiva dei terroristi, Umm Jalal, che è caduto in mano siriana in breve tempo.

Il secondo punto di attacco è poco ad est del primo, i villaggi di Furayji e Sahal per arrivare a Al Buraysah.

Il terzo punto di attacco è a nord delle prime due posizioni.

La Guardia Repubblicana guida questa parte del fronte che ha già sfondato le prime linee di difesa, liberando alcuni villaggi: Rabyat, Khyrbet, Sha’ara e mentre vi scrivo giunge la notizia che anche un altro villaggio è stato liberato, si tratta di Barban.

https://www.youtube.com/watch?v=PJg_BZyHvoM

Mentre qui sul fronte orientale è la Guardia Repubblicana a spingere l’offensiva e a guidarne le forze, è schierato qui anche il 5° Corpo d’Armata, nel sud i due punti di attacco, che nel frattempo vedo che si sono già riuniti è sotto diretto comando delle Forze Speciali della 25° Brigata dell’Esercito arabo Siriano, meglio note con il vecchio nome di Unità Tigre.

https://www.youtube.com/watch?v=FAyvOf2UUyc

Su questo fronte nelle ultime ore sono stati liberati altri due villaggi, si tratta di Tal Al Shayk che è anche una altura che controlla la piana, per cui è un’ottima cosa averla conquistata, e anche il villaggio poco più a nord di Abu Habbah, in totale in poco più di 14 ore, dall’inizio delle operazioni, le forze speciali che coordinano anche le forze della 7° Divisione giunta pochi giorni fa a rinforzo del dispositivo offensivo, è avanzato di circa 4 Km.

L’offensiva è stata preceduta da un lungo lavoro di preparazione che ha visto una intensità crescente negli ultimi giorni a ridosso dell’attacco.

https://www.youtube.com/watch?v=X8byjpRYz2Q

Quale obbiettivo si pone questo attacco.

Innanzitutto nel mirino c’è Maraat al Numan, e l’avvicinamento da due direzioni differenti è emblematico e chiaro.

Il terreno ben si presta allo schieramento di forze corazzate, ed ho potuto reperire le immagini di molti carri armati presenti al fronte il giorno prima dell’inizio delle operazioni.

Alle ex Unità Tigre il ruolo di portare avanti il fronte più esteso, la grande esperienza accumulata in questi anni ne fa un vero e proprio ariete di sfondamento, e non credo vi siano difese in grado di fermarne l’avanzata ma solo di rallentarla.

L’accumulo di risorse per sostenere da vicino l’offensiva, c’è sicuramente stato in questi mesi di attesa, per cui dovrebbe proseguire, la spinta offensiva, fino al pieno raggiungimento dell’obbiettivo.

È possibile che parta proprio in queste ore la controffensiva nemica, i terroristi in questione appartengono all’Alleanza qaedista sotto il comando di Hayat Tahrir al Sham.

Si tratta di forze in genere ben equipaggiate ed addestrate per cui già mettiamo in conto che entro breve attacchino le posizioni siriane prima che si consolidino.

Se attaccheranno a sud , come credo, le Unità della 25° Brigata potrebbero optare, lo dico perchè è una loro frequente strategia, per il ritiro delle truppe in posizione molto avanzata e lasciare avanzare, colpendole duramente, le truppe dei miliziani terroristi.

Usano spesso questa tattica perchè permette loro di causare maggiori danni agli attaccanti capovolgendo il rapporto di maggiori perdite che invece avrebbero loro se dovessero sempre attaccare . I Terroristi in questo , finora non hanno saputo opporre nuove strategie di battaglia, restando fedeli alle tattiche che avevano fornito loro dei vantaggi all’inizio del conflitto, ma da allora le truppe siriane hanno modificato e parecchio la condotta sul campo di battaglia.

In pratica si tratta della stessa tattica elaborata da Maurizio di Nassau, grande studioso di tattiche romane, che elaborò una strategia innovativa per permettere ai suoi archibugieri di causare un numero maggiore di perdite ai nemici in avanzata facendo arretrare con rande ordine le linee del suo schieramento e mantenendo nel contempo un continuo fuoco sugli avanzanti. In questo modo il tempo a disposizione dei suoi per causare perdite aumentava di molto.

Analogamente è da parecchio tempo che le “Unità Tigre” di fronte ad una controffensiva nemica, abbandonano le postazioni più avanzate ancora non difendibili, invece che accanirsi nel difenderle senza che siano consolidate, e preferiscono invece arretrare ma mantenendo il fuoco dell’artiglieria e dell’aviazione sui nemici che , avanzando , sono costretti ad uscire allo scoperto e esporsi così alla potenza di fuoco dell’esercito siriano, qui ben coordinato dai comandi.

L’opzione di attaccare su questo fronte è stata presa dopo che , nonostante i continui bombardamenti ed assalti, il bastione difensivo di Kabani, nel nord della provincia di Latakia, ha resistito, quel villaggio e la montagna alle sue spalle, sono la chiave del controllo della piana di al Gaab e per l’accesso alla periferia di Jisr al Shougur. Pertanto nell’impossibilità di procedere subito contro il futuro obbiettivo siriano, hanno optato per proseguire nella campagna militare verso Maraat al Numan, roccaforte sunnita e covo dei miliziani qaedisti, se dovessero riuscire ad arrivare alle sue porte e conquistarla, sarebbe un colpo durissimo per il morale dei miliziani.

Il controllo su Maraat al Numan darebbe all’SAA  una  ottimale posizione per attaccare poi Saraquib, dato che le retrovie di questa sacca non sono mai state fortificate pesantemente, a differenza del fronte a sud, potremmo vedere accelerare allora la marcia verso Idlib.

Aggiornamento in corsa.

L’offensiva degli jihadisti è in corso in queste ore, stanno cercando di riprendere il controllo di alcuni villaggi tra cui Sahal, Tal al Sheyk e Abu Abbah ( o Abu Bead che dir si voglia).

Quindi in caso riescano, vedasi la spiegazione sopra.

Su tutta questa offensiva però permane il rischio che i terroristi simulino nuovamente un attacco chimico per attirare nuovamente l’attenzione delle potenze occidentali, gli USA sono praticamente in piena campagna elettorale, lo si vede bene dal fatto che il Presidente Trump non molli un metro dalla Siria, riportando rinforzi nelle basi abbandonate poche settimane fa nel nord est della Siria, anche nella provincia di Al Hasakah, vicino ai pozzi di petrolio e che stia negoziando con i Sauditi per portare la loro compagna Aramco a rubare anche il petrolio siriano. Il tutto nel complice e compiaciuto silenzio dei sudditi europei e della loro stampa in formato servile.

Teniamo dunque alta l’attenzione e viva la memoria delle menzogne e falsificazioni dell’agenzia OPCW sul controllo dell’uso di armi chimiche, svelate in tutta la loro drammaticità e crimine da Wikileaks. Ricordiamo anche che nel silenzio delle televisioni e stampa di regime, occidentali, Julian Assange, sia ancora detenuto senza giudizio nelle regie carceri britanniche.

La prossima settimana presenterò anche il video realizzato con la preparatissima Leni Remedios con il resoconto del post elezioni britanniche.

Informatico, sindacalista, appassionato di politica e sportivo