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Esteri

Lo storico accordo USA-Germania sancisce nuovi rapporti di forza tra il Paese europeo e gli USA

L’accordo tra USA e Germania sul North Stream 2 sancisce la netta vittoria della Germania sugli USA

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Merkel e Biden

Aree di crisi nel mondo n. 77 del 24-7-2021

Di Stefano Orsi

File:NorthStream.png

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Berlino

Dopo vari anni di minacce e ultimatum USA per bloccare i lavori del North Stream 2 , gasdotto di collegamento diretto tra la Russia e la Germania via mare, si è giunto in questi giorni ad un accordo che sancisce “de facto” la totale debacle statunitense nei confronti di Russia e Germania.

Gli USA infatti sottoscrivono la loro incapacità manifesta nel fermare l’opera strategica per la Germania da un lato e per la Mosca dall’altro.

Metro dopo metro i tubi posati sul fondo del Mar Baltico costruivano il cambio dei rapporti di forza per come li abbiamo conosciuti dal secondo dopoguerra.

La Germania oggi non è più la potenza sconfitta della Seconda Guerra Mondiale, oggi si alza come la nuova potenza emergente nel mondo, lo è per potere economico, enorme anche all’interno della UE, lo è anche per i rapporti di asservimento che ha con altri Paesi che le consentono di dominare e indirizzare la stessa UE, di fatto uno strumento di dominio e sottomissione di tutti ai suoi voleri.

Nonostante le minacce e le pressioni diplomatiche e anche militari, lo spostamento di tanti soldati a est abbandonando la Germania non erano una sola disposizione strategica, le sanzioni fatte balenare, Washington alla prova dei fatti è costretta alla resa.

Il North Stream si farà e con il loro consenso, anche se ormai non era nemmeno necessario, mancano solo pochi chilometri ormai al completamento.

Questo fatto risulta essere il più importante degli ultimi anni di certo.

L’accordo

L’accordo firmato dal Presidente Biden e dal Cancelliere Merkel, si compone di 4 parti.

La transizione ecologica di Kiev

La Germania istituirà e “gestirà” un fondo da un miliardo di dollari per fornire tecnologie “verdi” all’Ucraina e diminuirne la dipendenza dal metano (fa ridere solo che facciano finta di credere che le ostilità ucraine fossero motivate dalla dipendenza dal metano e non dai soldi che prendevano dal transito del gas verso terzi, circa 3 miliardi all’anno, gestiti da loro, non dalla Germania).

Germania “garante”

Berlino si impegna a negoziare con Mosca per il proseguimento di altri dieci anni delle forniture di gas attraverso l’Ucraina, in scadenza nel 2024 (quindi nessun accordo al momento, ma un formale impegno senza che Mosca sia stata interpellata).

No “Kill switch”

Obbiettivo dell’accordo è di promuovere l’indipendenza energetica ucraina, pertanto viene rifiutata la richiesta USA per avere l’impegno di Berlino al blocco rapido della pipeline in caso di azioni di Mosca che venissero giudicate dannose nei confronti dei paesi limitrofi. Il rifiuto tedesco è stato motivato dall’evitare una ingerenza dello stato nella gestione di una società privata (una risata ci starebbe davvero bene).

Fermezza con la Russia

La Germania si impegna a “considerare”, se necessario, il ricorso a future sanzioni contro Mosca nel settore energetico. Questo solo nel caso che la Russia dovesse utilizzare come arma il settore energetico per “aggredire nuovamente” l’Ucraina.

On May 20, during the solemn session of the Verkhovna Rada in Kyiv, newly elected President of Ukraine Volodymyr Zelensky was sworn in as Head of State
Il Presidente ucraino Zelensky il giorno del suo giuramento.(L’immagine by usembassykyiv è sotto licenza 
CC BY-ND 2.0)

Analizziamo quelle che sono delle immediate criticità

Punto primo

L’Ucraina di fatto viene presa “a calci sui denti” e le hanno pure intimato di non esprimere commenti sull’accordo sottoscritto.

In barba al buonsenso, la depauperano degli introiti di valuta pregiata, circa 3 miliardi di dollari all’anno, in cambio di impegni e intenti e un fondo che verrà gestito interamente dai Tedeschi, che lo dirotteranno interamente sulle loro aziende e tecnologie, cosa già in percorso con il recovery fund.

Punto secondo

Mosca è citata più volte ma mai è stata contattata, di fatto una sua qualunque obiezione annullerebbe l’effetto di ogni accordo scritto.

Nulla le vieta infatti di rifiutare ogni prosieguo delle forniture attraverso l’Ucraina se essa, a sua volta, non dovesse cessare le attività persecutorie nei confronti delle minoranze etniche o politiche o linguistiche sul suo territorio, o le aggressioni contro le popolazioni civili del Donbass, che causano decine di morti all’anno anche adesso durante un formale cessate il fuoco.

Nemmeno immagino o ipotizzo che mettano finalmente in essere gli accordi di Minsk uno e due, pura fantascienza.

Pertanto Mosca potrebbe benissimo valutare che non sia nel suo interesse rinegoziare un accordo di transito decennale e, formalmente, la Germania sarebbe pure salva essendosi infatti “impegnata” per ottenerlo.

Punto Terzo

Quanto a eventuali nuove sanzioni, già ne hanno messe in piedi eppure ad oggi, quando fa loro comodo, sia la Germania che gli USA, le aggirano e fanno affari con Mosca.

Punto quarto

Il rifiuto di istituire un blocco rapido alle forniture, di fatto, permette a Berlino di continuare a ricevere le forniture e risolvere in maniera diplomatica ogni dissidio.

File:Vladimir Putin 8 March 2008-3.jpg
Il Presidente Putin con la cancelliere Merkel nel 2008 (L’immagine by Presidential Press and Information Office è sotto licenza CC BY 4.0 )

Questo maxi imbroglio ai danni dell’Ucraina, e anche della Polonia, sancisce quindi l’incapacità degli USA di imporre alla Germania la loro volontà, anche contro gli interessi nazionali dello stato vassallo, come hanno fatto più e più volte ai nostri danni per esempio, uno su tutti il blocco del South Stream, progetto parallelo al North Stream due, che avrebbe visto l’Italia al posto della Germania come protagonista e le nostre imprese di settore in cima a tutti i lavori previsti dalla progettazione alla realizzazione dell’opera che avrebbe collegato la Puglia alla Russia con un gasdotto, progetto affossato se non erro dall’odiato e nefasto Renzi.

Interessante notare come i maggiori organi di informazione italiani, quelli definiti mainstream, presentino l’accordo come un successo USA per arginare l’influenza russa, i più arditi come un successo della UE, che nemmeno era convocata nelle sue figure di facciata Michel o Von der Layen.

Nessuno o pochi ricordano quanto fossero ostili al progetto i predecessori del “sonnacchioso Joe”, Obama prima e Trump dopo, ma nulla hanno potuto nemmeno loro.

Obama leaves Washington (01)
I Presidenti Trump, Obama e Biden nel giorno dell’inaugurazione di Trump. (L’immagine by Thomas Cizauskas è sotto licenza 
CC BY-NC-ND 2.0)

Berlino è risoluta, Berlino e la Germania prima di tutto e tutti, “uber alles, la crescita tedesca non pare trovare ostacoli, sono coloro che meglio hanno saputo sfruttare l’occasione offerta dal progetto UE per imporre agli altri il loro volere e i loro interessi.

Centinaia di miliardi di surplus commerciale annui sono li a testimoniarlo.

Cosa ha inteso fare Biden?

Senza dubbio il suo interesse è stato quello di rinsaldare i rapporti con i principali alleati europei e la Germania è la chiave per avere buoni rapporti con tutti, dato che ormai comanda lei, rinunciare ad una guerra interna fatta di ritorsioni per il rifiuto all’obbedienza di Berlino è stata una mossa finalizzata a serrare i ranghi per i tempi che verranno, purtroppo questa scelta, in genere, rappresenta l’ultimo ordine gridato dai comandanti che stanno per capitolare.

L’alleato storico degli USA è la GB, che però al momento è fuori dalla UE, pertanto era prioritario rinsaldare i rapporti con chi comanda all’interno dell’Unione, soprattutto dopo i ripetuti scandali sullo spionaggio USA ai danni degli stessi suoi alleati, rileggersi dal caso Snowden a seguire.

Il Presidente Biden con il Primo Ministro Boris Johnson
Questo file è opera di un dipendente dell’Ufficio Esecutivo del Presidente degli Stati Uniti, preso o realizzato come parte dei doveri ufficiali di quella persona. Essendo un’opera del governo federale degli Stati Uniti , è di dominio pubblico .

La Russia che posizione ha?

Su questa vicenda è molto interessante esaminare i vantaggio che la Russia ottiene dall’accordo USA-Germania.

Innanzitutto la fornitura di Gas a tutta l’Europa partirà senza resistenze da parte di nessuno, in quanto chi distribuirà il gas all’interno della UE sarà la Germania e a Berlino nessuno sa dire di no, pertanto il governo tedesco si prepara a contare i miliardi di entrate extra garantiti dalla sua posizione di distributore internazionale di gas quando prima lo importava e basta. Questo fattore garantirà loro un ulteriore aumento del già citato surplus commerciale.

Per Mosca si tradurrà immediatamente in un flusso costante e certo di valuta pregiata, miliardi di euro che rafforzeranno il suo bilancio, in barba alle sanzioni, che verranno poi investiti per la industrializzazione russa, per sopperire a quei settori in cui oggi la Russia è carente e poter sostituire i restanti settori venuti meno nelle forniture a causa delle sanzioni.

Ma non è tutto.

Non c’è solo un guadagno diretto di miliardi di euro, per la Russia è sempre più importante controbilanciare a ovest i numeri della Cina.

La Cina infatti vede il suo interscambio con la Russia aumentare di molto, anche troppo, la Russia fornisce sempre più merci e materie prime alla Cina che sta divenendo un colosso per le sue forniture anche energetiche troppo grande per poterne poi un domani fare a meno.

La Russia, che non è sprovveduta, sa bene che un cliente non può e non deve divenire troppo grande per lei, senza che non possa essere controbilanciato nei numeri da altri, solo così riuscirà infatti a mantenere la sua capacità contrattuale sul prezzo del gas e delle altre materie prime, il gasdotto mastodontico “Power of Siberia” rifornisce già a pieno regime la Cina, ma la domanda è ancora in crescita e già si parla di un possibile ulteriore ampliamento. Stiamo parlando di un gasdotto lungo 3000 Km con la capacità di trasferire 38 miliardi di metri cubi all’anno.

Il Presidente russo Putin e il Presidente cinese Xi Jinping. (Questo file proviene dal sito web del 
Presidente della Federazione Russa ed è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 
)

I Cinesi si sono visti spuntare la possibile arma di pressione per contrattare magari un prezzo più vantaggioso al prossimo rinnovo del contratto di fornitura.

I maggiori vantaggi

Chi trae i maggiori vantaggi è senza ombra di dubbio Berlino, che si erge a potenza regionale, per ora, con una sua politica estera realmente autonoma, con un proprio giardino privato di influenze, composto da molti paesi della cosiddetta Unione Europea, ma che ora si mostra più influente e pesante come alleato rispetto agli Stati Uniti, che hanno siglato con questo accordo un vero e proprio insulto agli Ucraini, trattati davvero come “stupide bestie da cortile”, umiliati anche dopo la firma con il diktat di Blinken a non commentare l’accordo.

La Cancelliere Angela Merkel (questo file è concesso in licenza con la licenza generica Creative Commons Attribution-Share Alike 2.5)

Per Angela Merkel questo accordo è il coronamento di un periodo di governo straordinario in cui è davvero riuscita a costruire un impero, a porre in essere le basi per crescere ulteriormente e arrivare a divenire una potenza mondiale, le manca ora quella forza militare che però sta creando, si lo sta facendo proprio ora, convincendo gli stati suoi vassalli a cedere ulteriore sovranità alla UE, che lei controlla, lei o chi per essa, è la Germania a comandare, unificando anche le forze armate e creando così quella potenza militare, che ora non ha e che diverrebbe indirettamente al suo servizio.

Anche questa è stata una delle ragioni per cui la Gran Bretagna ha letteralmente preso il largo, il gioco sarà stato anche nascosto per gli utili idioti, ma per chi aveva governi veri e capaci, non lo era affatto.