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Oasi Culturale

“Aspettando Godot”

Rubrica “OASI CULTURALE”

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di Alessandro Andrea Argeri

Oggi vi consiglio “Aspettando Godot” (1952), di Samuel Beckett, premio nobel per la letteratura.
Due uomini, non ben specificati, aspettano. Basta anche solo questo per creare un capolavoro senza precedenti, definito dalla critica una commedia “declassata”, con la vana titanica speranza di rendersi tragedia. Il grande merito di Beckett infatti, è quello di portare all’assurdo i generi della rappresentazione. I personaggi non riescono a trovarsi, poi addirittura non vogliono nemmeno più provarci. Attendono solo l’arrivo di “Godot”, la cui identità rimane fino alla fine un mistero. Potrebbe essere Dio, la Fortuna, la Felicità, un semplice amico: chiunque. In ogni caso non arriva mai, esattamente come un giorno nuovo, la possibilità di uscire finalmente dall’eterno ritorno.
Nemmeno un intero libro interamente dedicato riuscirebbe a descrivere appieno la grandezza di quest’opera, in cui non accade assolutamente nulla, eppure, proprio per questo, nel suo rappresentare l’assurdità della vita umana, è semplicemente perfetta.
Nella foto, una rappresentazione in chiave moderna della compagnia teatrale Midnight Team. Trattandosi di un’immagine presa dal social YouTube, è priva di copyright.

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Giornalista regolarmente tesserato all'Albo dei Giornalisti di Puglia, Elenco Pubblicisti, tessera n. 183934. Pongo domande. No, non sono un filosofo (e nemmeno radical chic).