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Oasi Culturale

L’EDMUND KEAN DI PROIETTI È L’ESEMPIO DEL TEATRO

Benvenuti su “Oasi Culturale”, rubrica de ilsudest.it a cura di Alessandro Andrea Argeri e Sara D’Angelo. Questa settimana parleremo dell’Edmund Kean interpretato nel 2017 al Globe Theatre di Roma da Gigi Proietti, innovatore, maestro del teatro italiano per le successive generazioni di teatranti.
Se vi va, scriveteci: redazione@ilsudest.it/alexargeriwordk@gmail.com

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Nella foto di copertina, Gigi Proietti nel ruolo di Edmund Kean, protagonista dell’omonima rappresentazione. Estratto dal video YouTube di proprietà dell’autore dell’articolo.

di Alessandro Andrea Argeri

“Edmund Kean” è teatro con la “t” maiuscola, esempio di come si debba recitare su un palco, dalle battute ai movimenti fino ai più piccoli gesti. Un uomo è solo nel suo camerino. Beve, si trucca, indossa abiti di scena, interpreta i ruoli più importanti della sua carriera, da Arlecchino ad Amleto, da King Lear ad Otello, così arriva ad interrogarsi sulle parole di Shakespeare, l’inventore del teatro moderno, nonché del dramma: genere nato dal conflitto, dunque rappresentazione della vita umana.

L’uomo in questione è Edmund Kean, grande attore inglese dell’inizio dell’Ottocento famoso per aver riportato la recitazione, dopo il grande esempio di David Garrick, da uno stile ampolloso, statico, sublime, decisamente troppo “teatrale”, a una naturalezza giudicata dalla critica “anche troppo eccessiva”. Lo spettatore entra nel suo camerino per diventare il silenzioso interlocutore di un soliloquio di un uomo ormai folle, rovinato prima dall’ambizione poi dai sensi di colpa.

Eppure non è una tragedia, almeno nel senso moderno del termine. La messa in scena è difficilissima, quasi impossibile, sia per l’attore sia per la sceneggiatura. Il primo è chiamato a reggere il palco totalmente da solo per quasi due ore, al secondo invece è richiesta una certa cura dei dettagli, dai movimenti del personaggio al rapporto di quest’ultimo con gli oggetti nello spazio circostante. Fondamentali infatti sono le vestaglie, le camice, le bottiglie, le spade, le battute, le domande retoriche all’interno dei monologhi inserite per mantenere alta l’attenzione.

Durante la rappresentazione Proietti cambia di colpo le espressioni in modo molto radicale. Dalla mimica facciale al tono di voce, si passa in un attimo dal riso al pianto, dalla gioia di un successo alla disperazione per una ricevuta disgrazia. Infine, magistrale è non solo la capacità di spaziare tra le principali parti delle opere shakespeariane, ma anche la bravura interpretativa nel canzonare gli altri stili recitazione, in particolare quello di Kemple, operazione per la quale è necessaria una certa padronanza dello stesso.

Ebbene, dopo esserci lasciati meravigliare da Edmund Kean, ancora una volta da quel 2 dicembre 2020 ci accorgiamo di quanto sia stata dura per il panorama culturale italiano la perdita di uno dei suoi più grandi rappresentanti. Qui sotto, l’opera completa disponibile su YouTube.

Edmund Kean (2017, Globe Theatre di Roma).