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Oasi Culturale

IL TARTUFFO DI MOLIÈRE

Benvenuti su “Oasi Culturale”, rubrica de ilsudest.it a cura di Alessandro Andrea Argeri e Sara D’Angelo. Questa settimana parleremo de “Il Tartuffo”, satira francese del XVII secolo scritta da Moliére.
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Credit foto: Wikimedia

di Alessandro Andrea Argeri

Scritta da uno dei giganti del teatro francese, l’opera è una feroce satira nei confronti della nobiltà del XVII secolo. Il Tartuffo è infatti l’emblema dell’ipocrita, colui il quale si ripara dietro le maschere sia della religione sia dell’amicizia, quest’ultima nei confronti di Orgone, sebbene in realtà voglia approfittare della sua fiducia, prima per trarne vantaggio, poi per tradirlo.
Rappresentata per la prima volta a Versailles 12 maggio 1664, inizialmente “Il Tartuffo” avrebbe dovuto essere una farsa all’italiana divisa in tre atti, al termine dei quali il protagonista-villain vinceva in un “sad ending”. Tuttavia fu Luigi XIV a imporre una correzione dell’opera, la quale terminò dunque con la sconfitta del Tartuffo subita da Orgone, così per la modifica vennero aggiunti altri due atti, necessari non solo per la trama ma anche per adeguarsi maggiormente ai canoni dell’epoca. La versione definitiva venne rappresentata a Palais-Royal il 5 agosto 1667, dalla “Troupe de Monsieur, frère unique du Roi”.
Molière scrive questa satira pungente mentre i contrasti tra Gesuiti e Giansenisti animano tutta Europa, soprattutto la Francia monarchica. Tuttavia lo sdegno dei conservatori vietò di rappresentare pubblicamente la commedia. A tal proposito è ironico notare come la compagnia di Molière fosse proprio quella del Re: i contrasti religiosi furono più forti della monarchia assoluta.
La questione si risolse solo nel 1669, quando il clima politico si distese con l’attenuarsi dei contrasti a favore di Molière. Pertanto il Tartuffo tornò ad essere rappresentato al pubblico francese, dal quale riscosse un discreto successo. Terminiamo con una citazione tratta dallo stesso autore, il quale, kn una rappresentazione al re di Francia affermò: <<Il compito della commedia, è quello di correggere gli uomini divertendoli, presentando i vizi e i difetti in modo anche esagerato>>.

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