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Oasi Culturale

Lady Diana, venticinque anni dopo

Benvenuti su “Oasi Culturale”, rubrica de il sudest.it a cura di Alessandro Andrea Argeri e Sara D’Angelo.
Questa settimana parleremo del 25esimo anniversario della morte di Lady Diana.
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Credit foto Pinterest

di Sara D’Angelo

Il 31 agosto di venticinque anni fa, la Principessa Diana moriva in un incidente stradale a Parigi, sotto il tunnel dell’Alma. Nella Mercedes nera dentro cui viaggiava insieme al suo compagno Dody Al-Fayed, la Regina di cuori si spegneva sotto i riflettori ininterrottamente puntati su di lei.
Nel 2017 Antonio Caprarica, giornalista del TG1, ha pubblicato un libro che raccoglie gli ultimi giorni della Principessa. “L’ultima estate di Diana” edito da Sperling & Kupfer, racconta dettagli e particolari di una vacanza maledetta.
La Principessa era stata paparazzata sullo yacht “Jonikal” di Dody, figlio di Mohamed Al-Fayed, il magnate egiziano proprietario di Harrods. Già da qualche mese la stampa mondiale aveva pubblicato a lettere cubitali il nome del nuovo amore di Lady D. Finalmente (o apparentemente) felice, la Principessa si mostrava agli obiettivi segugi della sua ombra con un viso disteso come mai prima.
Le ultime apparizioni ufficiali risalivano al mese di giugno, durante il viaggio in India dove la Principessa incontrava Madre Teresa di Calcutta, due donne immortalate in una foto divenuta icona di due universi paralleli.
A tal proposito si consiglia la lettura illuminante del libro di Luciano Regolo “L’ultimo segreto di Lady Diana” Il mistero del rapporto tra la Principessa più amata e Madre Teresa.
A metà luglio Lady Diana si sposta al Duomo di Milano per assistere ai funerali dello stilista Gianni Versace, assassinato nella sua villa a Miami. Seduta accanto ad Elton John e Sting, fasciata da un tubino nero e un girocollo di voluminose perle, la Principessa interrompe le vacanze per dare l’ultimo saluto all’amico stilista.
Le cronache del tempo registrano le ultime tappe della Principessa quella maledetta sera del 31 agosto. Ospiti della suite imperiale all’Hotel Ritz di proprietà della famiglia Al- Fayed, la coppia iconica cena nella sala ristorante dell’albergo. Le telecamere interne riprendono ogni particolare anonimo, le ultime ore prima del fatale incidente. Bellissima nella sua mise informale, pantalone bianco a sigaretta staccato da una giacca nera, la Principessa sale sulla Mercedes che l’accompagnerà al tredicesimo pilone dove ad aspettarla c’è la fine della favola triste. Moriranno insieme, Diana e Dody, lui al momento dello scontro fatale, lei due ore dopo all’Ospedale de la Pitié-Salpêtrière. Dal terribile incidente si salvò solo Trevor Rees-Jones, guardia del corpo di Lady Diana, mentre l’autista Henri Paul morì sul colpo.
Nel tentativo di sfuggire ai fotografi (questa fu la dichiarazione ufficiale), l’autista imboccò il tunnel sotto il Pont de l’Alma, rivelatosi un vero e proprio appuntamento con la morte.
L’alba del 1° settembre 1997 toglie il sorriso al sole. La Principessa Diana è morta a soli 36 anni, giovane e bellissima come Marilyn Monroe, come Grace Kelly. Icona di stile, madrina di tantissimi enti di beneficenza, ma soprattutto madre dell’erede al trono d’Inghilterra. Innamorata dei suoi figli William e Harry, la Principessa non li vedrà mai diventare uomini, vanto della Corona inglese, impegnati in organizzazioni umanitarie a difesa dei più deboli. Ed è a favore della Campagna internazionale per il bando delle mine antiuomo la ragione dell’ultimo viaggio della Principessa nei campi minati dell’ex Jugoslavia.
Venticinque anni dopo, il ricordo della Principessa è pulsante nel cuore del pianeta innamorato della sua immensa bellezza cristallizzata dalla fragilità seminascosta sotto il primo strato di grazia. Che non sia stato un incidente, il dubbio amletico fondato su numerose perizie investigative, pare non debba assolutamente trovare la password d’accesso.
A pochi giorni dal triste anniversario, un documentario dal titolo “Investigating Diana: Death In Paris” è stato realizzato dall’emittente britannica Channel 4 e da Discovery Plus. Si tratta di uno studio approfondito della vicenda che si aggiunge a 25 anni di conferme subito smentite. Certo è che la Principessa Diana temeva per la sua vita, tanto che il suo legale Victor Mishcon era in possesso delle sue inquietanti dichiarazioni. Paure irrazionali o tasselli programmati per un attentato?
Il mondo continuerà a dubitare della verità insabbiata.

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