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Oasi Culturale

Gli affari del signor Giulio Cesare

Benvenuti su “Oasi Culturale”, rubrica de ilsudest.it a cura di Alessandro Andrea Argeri e Sara D’Angelo. Oggi parleremo de “Gli affari del signor Giulio Cesare” , opera postuma di Bertold Brecht pubblicata nel 1956 alla morte dell’autore.
Se vi va, scriveteci: redazione@ilsudest.it/alexargeriwork@gmail.com

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In ccopertina, Vincenzo Camuccini, La Morte di Cesare.

di Alessandro Andrea Argeri

Gli affari del signor Giulio Cesare sono un’opera insolita nel corpus brechtiano, in quanto il drammaturgo tedesco non trattò mai la figura del dittatore romano nella sua ammirabile produzione teatrale.

Uno storico decide di scrivere la biografia di Gaio Giulio Cesare, così inizia a raccogliere le fonti con molto entusiasmo. Quando tuttavia scopre i diari di Raro, fantomatico segretario di Cesare, si rende conto di come il grande dittatore della repubblica romana non fosse in realtà una figura così “ammirevole”. Anzi la causa del suo successo politico non sarebbe da ricondursi alla grandezza d’animo o alle straordinarie doti di generale, bensì agli ingenti debiti.

La reazione dello storico è ovviamente di sgomento oltre che di incredulità. Per avvalorare la “versione corretta”, Brecht inserisce i colloqui dello storico col banchiere Spicro, riproduce dettagliatamente gli immaginari diari del segretario di Cesare, Raro, riscrive la storia di Roma nel I secolo a.C., col risultato di presentarla nella sua dimensione più cinica, con sorprendente verosimiglianza.

Lo storico inizierà il lavoro convinto di approcciarsi a un personaggio epico degno delle più grandi lodi, invece scorprirà un freddo calcolatore, un’affarisista ossessionato dalla ricerca del potere, avvezzo alle congiure, alla corruzione, alla propaganda demagogica, il tutto in un contesto storico tanto credibile quanto attuale. Non è infatti un caso come dei componenti del primo triumvirato, Cesare, Pompeo e Crasso, il primo fosse un capo militare, il secondo un aristocratico, il terzo il più importante finanziere dell’epoca.

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