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Politica

Servizi segreti e politica, lo spettro di una democrazia incompiuta.

La nostra è, purtroppo, una democrazia incompiuta. La Costituzione, non ha mai trovato piena attuazione. Una democrazia incompiuta è una democrazia fragile. Lo dimostra la recente, brutta, vicenda dell’incontro tra Matteo Renzi e Marco Mancini dirigente del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza. Incontro avvenuto in autogrill il 23 dicembre 2020

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Credit foto Sicurezza Nazionale CC BY-SA 3.0

Credit foto Sicurezza Nazionale CC BY-SA 3.0

Di Pierdomenico Corte Ruggiero

La nostra è, purtroppo, una democrazia incompiuta.  La Costituzione, non ha mai trovato piena attuazione.  La vocazione all’inclusione e sostegno sociale della nostra Repubbblica, è rimasta una nobile enunciazione dei nostri padri costituenti. Una democrazia incompiuta è una democrazia fragile. Lo dimostra la recente, brutta, vicenda dell’incontro tra Matteo Renzi e Marco Mancini dirigente del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza. Incontro avvenuto in autogrill il 23 dicembre 2020. Quando già tirava aria di crisi per il governo Conte. Secondo Matteo Renzi, durante l’incontro è avvenuto un semplice scambio di auguri e dolci. Troppo spesso in Italia, farsa e tragedia si confondono. Non è accettabile l’incontro tra un parlamentare della Repubblica e un funzionario dei servizi segreti fuori dalle sedi istituzionali. Perché viola ogni principio di trasparenza. Le polemiche sono state aspre. Anche perché si è scoperto che  Renzi non è stato l’unico politico ad avere certi incontri. Evocare i servizi segreti in Italia, significa evocare momenti bui della nostra fragile democrazia.

Fino alla Prima Guerra Mondiale, l’Italia ha avuto essenzialmente servizi di polizia politica.  Lo spionaggio estero era abbastanza limitato. La priorità era il controllo del dissenso interno. Povertà, disagio sociale. Sopratutto al Sud, dove lo Stato mostrava solamente il lato repressivo. Con la Prima Guerra Mondiale, l’Italia ha necessità di un servizio di spionaggio. Che darà buona prova di sé. Finita la guerra, l’Italia è nel caos. Caos che porterà al fascismo. Come ogni dittatura, anche il fascismo ha necessità di un controllo totale della popolazione. Nasce così l’Ovra,  struttura capillare di polizia politica. L’Ovra impiega in maniera massiccia confidenti e delatori. Nasce anche il Sim, servizio informazioni militari, che diventa anche braccio armato del fascismo per l’eliminazione degli antifascisti all’estero. Come nel caso dell’assassinio dei fratelli Rosselli e dell’omicidio di Lea Schiavi. Il controllo politico dei servizi segreti in epoca fascista, era totale. Non solo Mussolini, ma anche ogni gerarca si avvaleva dei rapporti della polizia politica per fare carriera. Per stroncare carriere. Arriva la Liberazione. Arriva la Democrazia. Arriva la Repubblica. Il rapporto tra politica e servizi segreti dovrebbe cambiare. In realtà non cambia nulla. La Guerra Fredda, le tensioni sociali di un miracolo economico a metà.  Il governo ha necessità di apparati di sicurezza. Nasce l’ufficio affari riservati,  che si occupa della polizia politica. Nasce il Sifar, servizio informazioni delle forze armate.  Nascono con chiara vocazione anticomunista. Ereditano, quindi, uomini e metodi dell’Ovra e del Sim. Nasce il Noto Servizio o Anello, struttura segreta alle dirette dipendenze del Presidente del Consiglio. Nasce Gladio.  Tutti organi sottratti al controllo del Parlamento e della Magistratura. In ogni, tragica, tappa della storia dei misteri italiani, sono presenti i servizi segreti «deviati». Il concetto di servizi segreti deviati, ha creato una falsa interpretazione dei fatti. Risulta semplicistico pensare che singole articolazioni dei servizi segreti possano autonomamente deviare dai propri compiti istituzionali. I servizi segreti hanno sempre agito sulla base di indicazioni politiche. Le deviazioni, quindi, vanno cercate prima nella sfera politica. I servizi segreti, nascono come strumento per garantire la sicurezza nazionale. Diventano, spesso, potente strumento per ambizioni politiche e interessi di parte. I servizi segreti hanno una ricca dotazione finanziaria, che non è soggetta agli ordinari controlli contabili. Dispongono di aerei, navi, residenze esclusive. Dispongono di sofisticati strumenti per la raccolta di informazioni. Risorse che possono essere usate in maniera indebita. Che sono state usate in maniera indebita. La nostra è una Repubblica parlamentare. Il Parlamento come argine per ogni possibile deriva del Governo.  I nostri padri costituenti temevano l’uomo solo al comando. Anche la gestione dei servizi segreti, dovrebbe essere prerogativa del Parlamento. Le nomine dei direttori, l’approvazione dei piani operativi, il controllo contabile, dovrebbe essere prerogativa assoluta del Parlamento con il coinvolgimento di tutte le forze parlamentari. I servizi segreti sono a tutela della libertà democratica, che vede nel Parlamento il massimo rappresentante. I nostri servizi segreti, hanno dimostrato efficienza e fedeltà alla Costituzione in questi anni. Non meritano di essere mortificati da tragicomiche manovre politiche. Non meritiamo noi di essere mortificati.