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Politica

CAMBIO DI VERTICI NEL PD, ENRICO LETTA SI DIMETTE, AL SUO POSTO DAMIANO DEI MANESKIN

“Enrico torna a casa”, Marlena entra a Palazzo Chigi. Improvvisamente in Parlamento non si sente più il freddo, anzi addirittura scoppia il caldo, sarà anche per gli ormoni stimolati da Damiano David. Draghi costretto ad accendere i condizionatori, così l’Italia dichiara guerra alla Russia. Tante le novità nella sinistra, a cominciare da Cuperlo quinto membro della rockband, canterà “Lividi sui Gomiti”, nuovo inno del partito. “Oh, mammamia!”.

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Immagine di copertina gentilmente offerta dal blog AQTR: Aggiornamenti Quotidiani dalla Terza Repubblica. “La politica è meme e sangue, qui avrete entrambi”.

di Alessandro Andrea Argeri

La notizia si vociferava da tempo, ora finalmente è arrivata la conferma: Damiano dei Maneskin è attualmente in corsa come nuovo presidente del Partito Democratico. Il gruppo rock vincitore dell’Eurovision, negli ultimi mesi molto più attivo in materia di diritti rispetto all’intera sinistra parlamentare, sarebbe oltretutto primo nei sondaggi alle prossime presidenziali. Secondo alcune indiscrezioni, per rilanciare adeguatamente, il Movimento Cinque Stelle sarebbe già al “lavoro” per chiedere a Manuel Agnelli di subentrare a Giuseppe Conte. Di Maio avrebbe già imparato a suonare il basso, prima competenza acquisita in vita sua, mentre Salvini sarebbe stato rifiutato persino da Young Signorino. Renzi invece sosterrebbe Morgan, il quale, già candidato a Verona come capolista del movimento creato da Sgarbi, sarebbe stato in realtà il primo a “mandare a quel paese Putin”, esattamente come “Italia Viva chiedeva da tempo”. Oltre a un decreto per introdurre il copyright sulle opinioni, specialmente su quelle appena abbozzate al bar, sarà prevista una proroga al Dl Sostegni riguardante l’inserimento di speciali aiuti per quanti son rimasti solo “con un foglio in mano e mezza sigaretta”. Inoltre, per facilitare il proseguo del dibattito parlamentare a suon di “l’ho detto prima io”, è in corso di approvazione alla Camera dei Deputati un decreto per installare sui banchi dei parlamentari i tipici pulsanti rossi dai quiz televisivi.

Coi Maneskin in parlamento, tante le modifiche nell’apparato istituzionale. Amadeus subentrerà a Casellati per la guida del Senato, le elezioni si svolgeranno a Sanremo tramite televoto da casa, la giuria demoscopica sostituirà la Corte Costituzionale, la magistratura potrà esprimersi solo sui social, pertanto i suoi componenti dovranno rispettare i seguenti requisiti: avere almeno quarant’anni, nessun titolo di studio, credere fermamente alla propaganda putiniana con fervore a tratti persino religioso, aver precedentemente militato nelle file no-vax. Insomma, un “lavrorov” non per tutti. Attestato inoltre il potere taumaturgico della loro musica, capace di risvegliare dal coma, i Maneskin piacerebbero pure al Papa. Atlantisti, belli, giovani, magici, con precedenti screzi con Salvini. Il curriculum c’è, il fascino alla Berlinguer anche. Dopo Mario Draghi arriva dunque il profilo internazionale di cui l’Italia aveva bisogno, anche se i comitati, dopo aver ascoltato metà del loro repertorio cantato in inglese, sono già insorti al grido di “noi i gruppi americani non li vogliamo, ristabilire la sovranità italiana ora e subito!”. Ad ogni modo, con i Maneskin alla guida del PD, sicuramente più di qualcuno tornerebbe a votare, o perlomeno la sinistra smetterebbe di rimanersene “zitta e buona” mentre poco a poco la rabbia sociale diviene sempre più intensa.

Ovviamente, (quasi) nulla di quanto ho scritto è vero. Sàtira s. f. – Modo per mettere in ridicolo, con intenti moralistici o polemici, i vizi, le abitudini, le concezioni o gli usi di una categoria di individui o di una singola persona. La satira è un modo di prendere in giro le persone utilizzando un linguaggio stupido o esagerato. I politici sono bersagli facili per la satira, specialmente quando si comportano in modo ipocrita dicendo una cosa e facendo l’opposto. Anche il linguaggio utilizzato nella satira non è destinato ad essere preso sul serio, anche se la satira ben fatta rivela attraverso la presa di giro scottanti e amare verità (Treccani).

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Pongo domande. No, non sono un filosofo (e nemmeno radical chic).