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Cambia l’outfit dei politici… E non è solo una questione di stile

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di BARBARA MESSINA

In un momento in cui l’Italia sta vivendo uno dei momenti più difficili della sua storia repubblicana, dove i cittadini hanno bisogno di risposte certe per essere rassicurati anche la psicologia e il marketing dell’immagine aiuta i governanti a mandare un messaggio forte e, a volte, anche a rassicurare chi, dietro ad uno schermo, aspetta di capire quale sarà il prossimo futuro.

Ecco che l’immagine diventa importante. Se pensate che l’abbigliamento abbia solo una funzione pratica dovete ricredervi. La ricerca psicologica sostiene che il modo in cui ci si presenta agli altri influenza in modo non indifferente molti aspetti della nostra vita. Nella letteratura psicologica esistono ricerche che studiano approfonditamente lo speciale rapporto tra abbigliamento e psiche. Secondo tali studi gli abiti che scegliamo di indossare vengono percepiti dalla altre persone in maniera specifica, tanto che il nostro modo di vestirci può influenzare le nostre prospettive di lavoro, la nostra vita di relazione e, più in generale, il modo in cui gli altri ci percepiranno e ci tratteranno. Diversi studi focalizzati sul rapporto tra abbigliamento e performance hanno dimostrato che indossare un abito piuttosto che un altro può dare alle persone una marcia in più. Nello studio, svolto dalla professoressa Karen Pine dell’Università di Hertfordshire, che non si limita alle sole “percezioni soggettive”; è stato dimostrato che un effetto “priming” influenza i processi mentali e le percezioni attribuendo un valore simbolico a uno stimolo che abbiamo appena visto. Sintesi perfetta di tale concetto è il video del discorso alla nazione della Regina Elisabetta nella quale la  stessa appare volutamente in un outfit rassicurante e sempre uguale. La Sovrana, con il suo discorso improntato sull’unità, sulla stabilità, e sostegno ha inteso dare al popolo britannico un segnale forte di stabilità, messaggio reso ancora più incisivo dall’immagine che tutti hanno potuto osservare nei pochi minuti di trasmissione dove apparendo vestita di verde (come i camici dei medici) ha sottolineato la vicinanza al popolo; con i soliti orecchini e collana di perle dei precedenti discorsi la stabilità e con fede e anello di fidanzamento ben in vista l’unità.  L’immagine oggi più che mai diventa importante per esprimere un concetto, dare informazioni, instillare sicurezza e veicolare un concetto. Ecco perché siamo sempre più disposti ad accettare un informazione durissima come quella del numero dei decessi da un funzionario con il maglioncino della Protezione Civile Nazionale o un consiglio medico da Primario in camice bianco anziché da un anchorman. In pratica, affinché gli abiti possano avere un effetto sulle performance mentali sembra necessario attribuire loro dei significati simbolici. Tale fenomeno è noto in letteratura come “cognizione incarnata” (embodied cognition). Dunque, quando c’è bisogno di una “spinta” verso un determinato tipo di reazione, è dimostrato che indossare abiti che simboleggiano l’effetto che si desidera ottenere può rivelarsi molto utile.

In un momento di sbando, come quello attuale,  l’immagine dei politici torna pertanto  ad avere un posto importante nella comunicazione istituzionale. Via felpe e maglioncini, via l’abbigliamento casual, si torna ad un abbigliamento più formale e rassicurante, è necessario dare un’immagine di efficienza e laboriosità, i cittadini hanno bisogno di capire che lo Stato c’è e si sta lavorando per una rinascita della nazione.

Se negli anni novanta era stato Berlusconi a riportare in auge il doppiopetto e le cravatte a puntini bianchi, del Brand Napoletano “Marinella” oggi, è il Premier Conte a dettare i canoni di stile. Sempre perfetto nei completi slim fit ha reso famoso il fazzoletto da taschino a quattro punte e se in principio usava le cravatte per rendere impeccabile il proprio outfit nelle ultime uscite sembra indossarle per inviare un messaggio di unità. Sono infatti in molti ad aver notato le cravatte a tema patriottico indossate dal Presidente del Consiglio sia nelle lunghe conferenze stampa che accompagnano i tanto “discussi”  DPCM che all’inaugurazione del nuovo ponte di Genova. L’immagine sembra tornare ad essere il miglior modo per veicolare un messaggio di comunanza e vicinanza alla popolazione come ci ha dichiarato Maurizio Talarico, patron del Brand Talarico e fornitore ufficiale della Presidenza del Consiglio. “Il presidente Conte è uno  storico estimatore delle nostre cravatte che ama indossare in twill di seta nei toni che vanno dall’azzurro al blu o al fucsia, per le più recenti uscite ha scelto la nostra cravatta bandiera, un modo per dimostrare la sua forte appartenenza al popolo e alla nazione italiana. Il Presidente Conte che nella sua prima uscita si definì l’avvocato del popolo, oggi vuole trasmettere e rinnovare quel messaggio di vicinanza e appartenenza indossando la cravatta con il tricolore. Mi piace pensare, continua ancora Talarico, che indossandola ripetutamente, forse, voglia significare una sorta di portafortuna per  l’Italia e di buon auspicio per il futuro. E’ quella bandiera tricolore, posta al centro della cravatta a suscitare i migliori sentimenti del nostro Paese”.

Tricolore,  Patria, unità sono termini che negli anni avevano perso di “consistenza” simboli e valori di appartenenza che nella nostra vita pre Covid19 non sembravano più così importanti mentre oggi, dopo più di 50 giorni di quarantena, tornano prepotentemente di attualità nella loro accezione più grande. I cittadini italiani hanno bisogno di capire come sarà il prossimo futuro, hanno bisogno di essere rassicurati, hanno bisogno di capire che chi ha in mano le sorti del Paese e di tutti noi sa quel che fa. L’Italia, che ha bisogno di ripartire, cerca sicurezze, che in un momento di totale o parziale lockdown, dove tutti siamo ancora costretti a casa e lontani da una vita di relazione, passa irrimediabilmente dalla comunicazione visiva, dai mass media e dai social dunque dall’immagine. Immagine che deve, contrariamente al passato, cambiare i propri punti di riferimento, se prima felpe e maglioncini indicavano una vicinanza ai problemi della gente comune, un modo per dire “esco dai palazzi” per comprendere le vostre esigenze, oggi, sono viste come lontane dalle istituzioni e “dalla stanza dei bottoni”. In questo momento si cerca dai nostri rappresentanti che siano presenti in Parlamento, che partecipino alla ricostruzione, che portino le istanze del territorio al governo centrale via dunque maglioncini e abbigliamento casual, bentornato completo e cravatta o look sobrio per le signore. L’italiano si scopre d’un tratto più concreto e pratico basta polemiche e discorsi fiume, liti in tv o comparsate sterili, al politico e alla politica si chiedono risposte certe e veloci che al momento sembrano non arrivare.

Informatico, sindacalista, appassionato di politica e sportivo