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Politica

Il calcolo della partecipazione e della solidarietà

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di ADELE DENTICE

“Il calcolo della partecipazione e della solidarità, spesso interessate, è’ figlio prediletto  del conformista pensiero unico che copre il falso problema del contrasto delle opposizioni e si esprime con le  apparenze alternative e non conformi, che  sottendono la volontà  di instaurare un nuovo ordine sociale , un nuovo progresso e  una nuova cultura con  nuovi spettacoli intelligenti , che facciano opinione , imbecillità dette bene che ci convincano della giustezza dell’odio neoliberale contro i fondamentalisti (Hamas o Hezbollah),  dell’adesione ai conflitti come per l guerre  fintamente ostacolate contro l’Iraq , ma necessarie, e chi non è d’accordo viene espulso, le piazze o le strade sono state  riempite di  folle di pacifici manifestanti in corteo tanto per far sfogare e disperdere qualche eventuale dissidente , con la recente situazione libica invece ci si schiera finalmente apertamente a favore della guerra Il noto attore premio Nobel Fo inneggia ai bombardamenti in nome della libertà e delle guerre umanitarie e il popolo si orna  di coccarde tricolori.


Il trionfo del conformismo è il sì della sinistra che segue l’onda , come sempre. Ricordiamoci dei  governi D’Alema, Prodi e Amato: quando c’era da scegliere tra gli interessi italiani e certe pressioni straniere, ha abilmente trasformato la  critica dello sfruttamento colonialista nell’ideologia interventista e bombardatrice dei DIRITTI UMANI cadendo  dalla parte dell’impero statunitense  e ora che si trova all’opposizione sia dentro che fuori il Parlamento ,  stessa scelta criminale operata per la Libia che rischia di finire in mano agli integralisti o dilaniata da una guerra tra clan, come avvenuto nell’Irak post-Saddam .

La gente, quella  normale , non conformista , quella per capirci guardata con schifiltosa altezzosità dai colti opinionisti giornalisti miliardari , o da intellettualoidi repressi ,   ha capito bene che l’attivismo di Sarkozy non è solo umanitario, nè idealista, ma dettato da interessi economici, politici e geostrategici, in contrasto con quelli dell’Italia che rischia di perdere i benefici costruiti con la Libia. Oggi siamo al paradosso che esprimersi contro i bombardamenti  in Libia è da considerarsi un orrore destrorso , mentre quelli della NATO o il silenzio per  massacri sionisti di Gaza sono “errori dei compagni”. E le pubbliche  inutili riunioni inespressive della realtà sociale , continuano a dibattere sul nulla , mentre ,di certo, c’è  l’immigrazione di massa senza protezione civile , senza controllo, funzionale al gioco delle parti di coloro che si  rivolgono  al proprio popolo elettorale con  messaggi “umanitaristi” o ppure di avversione come fa la Lega  ; c’ è l’eliminazione dei diritti sostanziali dell’uomo reso ostaggio in lager improvvisati in barba degli accordi di Schengen ; c’è l’illusione ideologica dilagante e oscuratrice di ogni spirito critico che ci dice che i partiti di sinistra dal centro in poi sono più a sinistra della destra e c’è  l’incapacità di unire identità e di mettere in campo un a pratica antimperialista, ma soprattutto c’è il falso storico di un antagonismo tra destra e sinistra che in un paese imperialista come il nostro non esiste , non può esistere perché non esprime conflitti reali.

E c’è  la potenza della  disinformazione o forse potremmo dire la informazione deviata e deviante che ci fa diventare alleati di crimini contro l’umanità  con la scusa grottesca dell’intervento umanitario contro uno stato sovrano, basato su affermazioni non confermate , per esempio Amedeo Ricucci , giornalista RAI ci “informa” che il 99 % delle notizie avute erano fornite dagli oppositori di gheddafi e che più che una rivolta di popolo era una rivolta di tribù della Cirenaica , ci hanno parlato di fosse comuni, di rivolta repressa nel sangue e di un popolo ridotto alla fame, in realtà in Libia non si pagano tasse e il reddito pro –capite è di 12 mila dollari l’anno , si sa che Ghedddafi ha nazionalizzato l’industria petrolifera e cacciato gli americani e poi c’è da chiedersi come mai una rivolta così generalizzata che espone a più riprese la bandiera della Libia monarchica e filocoloniale di Re Idris non sia stata preceduta da manifestazioni di piazza o altre forme di dissenso .

Il conformismo acquieta le coscienze ci si illude di essere liberi e di essere i detentori della verità ,ma si  segue lo stesso l’impero e la coalizione improvvisata di governi che amano definirsi liberatori dall’oppressione” , come avvenne per la Serbia di Milosevic e oggi con l’attuale Libia di Gheddafi anche se sarebbe interessante confrontare i parametri economici con il resto dell’Africa.