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Politica

La Russa si dimetta: non crede nelle istituzioni

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di MARIANNA STURBA

Fiato alle trombe, inizia la gara a chi la spara più grossa.

Eh sì, tutti, politici e giornalisti in primis, hanno imparato perfettamente che “la cavolata è l’anima del commercio”! Più la spari grossa, maggiormente riesci ad ottenere consensi e like. Tirature dei giornali in aumento quando c’è la notizia bomba! Peccato che non si scriva più di etica, di cultura o di arte. Si fanno titoli su gente razzista e revisionista. Nell’ordine: prima La Russa che spara iniziative indegne pur di negare ancora il valore del 25 Aprile; poi Feltri che reimposta una cultura della razza dividendo gli italiani in settentrionali e meridionali naturalmente in un ordine gerarchico di importanza. Forse la lezione non è stata imparata. Ignazio La Russa, ex ministro di Silvio Berlusoni, cresciuto nel Movimento sociale (il padre fu segretario del partito fascista di Paternò, in Sicilia, negli anni ’40) e oggi esponente di Fratelli d’Italia, parla del 25 aprile mostrando la volontà di negare il vero tema di questa ricorrenza. In questa data si ricorda, direi si festeggia, la liberazione dell’Italia dai nazi-fascisti. Nessuna vittima da ricordare, quindi nessun appiglio su cui basare la propria proposta di ricordare le vittime del Corona Virus. Naturalmente si approfitta per dichiarare il 25 Aprile una festa divisiva, ma perché divisiva? Qualcuno nega la storia e continua a paragonare i partigiani e l’esercito alleato ai nazisti e ai fascisti? Qualcuno ancora pensa di poter negare l’importanza di questa data? Sì qualcuno ancora ci prova, sempre senza il coraggio di dirsi fascisti dell’ultima ora, sempre inventando una scusa o un’alternativa. Apprezzeremmo molto di più se si avesse il coraggio di uscire dalla semi vergogna di ciò che si è, e si dichiarasse “io sto con Mussolini e con Hitler” perché questo è! Chi non festeggia il 25 Aprile sta con Mussolini e Hitler se ne assuma la responsabilità, e con coraggio si autodefinisca. Invece assistiamo al nascondimento dietro ad un dito, di chi sa che dovrebbe provare vergogna per scegliere ancora oggi di stare con i carnefici, ma ci prova lo stesso perché il loro orgoglio (parziale altrimenti lo urlerebbe a gran voce) fascista ancora resiste. E in questa schizofrenia di affermazioni, in cui si vuol sostituire Bella Ciao con la canzone del Piave, confondendo anche le origini storiche dei brani e il senso dei testi, non tardano a farsi presenti “i servi sciocchi” in appoggio a questa iniziativa: qualche sindaco segue la proposta scrivendo nei manifesti celebrativi di ricordare tutte le vittime delle guerre e del corona virus; qualche politico ultras come Edoardo Sylos Labini e i parlamentari di Fdi Paola Frassinetti, Isabella Rauti e Daniela Santanché. “Come ogni anno, puntualmente come un’allergia stagionale, arriva l’insofferenza di Fratelli d’Italia per il 25 aprile”, scrive su Twitter il portavoce nazionale di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni. “Non riescono proprio a comprendere che è il giorno di liberazione dell’Italia dal virus del nazifascismo, non riescono proprio a distinguere vittime e carnefici, chi stava dalla parte giusta della libertà e chi stava con Mussolini e Hitler. Si rassegnino il 25 aprile ‘Bella Ciao’ risuonerà ancora più forte” conclude Fratoianni. Il PD anche insorge sottolineando l’incapacità di alcuni di riconoscere la verità storica, e per bocca di Nicola Oddati si presenta l’idea di istituire, a fine epidemia, una giornata di ricordo per le vittime del Corona Virus. Fuori dal parlamento naturalmente insorge l’anpi, ormai abituata a restituire al mittente provocazioni e attacchi non arretrando di un passo; e le Sardine che prendono distanza da certe affermazioni. Qualche sindaco reagisce: qualcuno pro come il comune di Potenza Picena con un manifesto vergognoso di incompetenza storica riluttante, e qualcuno contro come il comune di Marzabotto che ricorda ancora le 770 vittime civili fra cui donne e bambini fatte dal nazifascismo. La nostra opinione. Senatore, affermazioni come queste non rendono onore al ruolo che riveste. Lei dice: “Sarebbe il modo migliore per ripartire in una Italia finalmente capace, dopo 75 anni da quel lontano 1945, di privilegiare ciò che ci unisce e che ci rende tutti orgogliosi di essere italiani”, le comunichiamo che solo per i neo fascisti il 25 Aprile è una festa divisiva, per il resto del mondo segna l’uscita dell’Italia da una guerra assurda, da una feroce dittatura e da una persecuzione razziale che non ha dato lustri all’italiana ma solo vergogne da mandar giù. E ciò che ci rende orgogliosi di essere italiani è proprio ricordare la forza e l’impegno di tanti giovani cattolici, socialisti, comunisti, anarchici e liberi pensatori, che hanno versato il loro sangue per ridare la libertà a tutti anche a lei. Ma come disse Pertini forse a quelli come lei la libertà di dire quello che vuole riaccendendo il fuoco del fascismo, non andrebbe data o meglio vi dovrebbe esser data ma garantendo gli altri con misure di intervento verso certe scellerate affermazioni. Lei

dovrebbe essere sollevato dal suo incarico di vicepresidente del Senato perché, disconoscendo il valore della liberazione sta disconoscendo il valore del sistema democratico che intende rappresentare. Non si offenda, ma essere rappresentati da chi non crede a ciò che ha reso possibile avere una carta costituzionale e una forma democratica di vita, non ci piace, ci offende ed umilia tutti quelli impegnati da sempre nella difesa della libertà di tutti,hanno dato la propria vita. Quindi, con un sonoro “Bella Ciao” la invitiamo a festeggiare con noi la festa della Liberazione dal nazifascismo.

Informatico, sindacalista, appassionato di politica e sportivo