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Politica

Le due Leghe

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di Lavinia Orlando

Che una Lega sia già più che sufficiente – forse anche per i suoi stessi elettori – è considerazione alquanto scontata. Immaginarne la compresenza di due è incubo di cui in molti farebbero volentieri a meno.

Basti pensare all’ipotesi dell’esistenza, in politica, di un doppio Matteo Salvini, con il secondo, così come il primo, dirompente e strabordante, nonostante la dieta che afferma di seguire, non si sa bene come, tra una foto su Facebook con cornetto e cappuccino ed un video su Instagram al ristorante.

Ed invece, come nella peggiore delle realtà, navighiamo nel pieno dello sdoppiamento del partito del Capitano in una Lega di governo ed una di opposizione.

La prima, quella dei Ministri e dei Presidenti di Regione, appare ligia alle regole, inquadrata, istituzionale, seria – per quanto risulti concettualmente difficile qualificare esponenti leghisti con quest’ultimo aggettivo. La seconda, quella, per intenderci, dei Borghi, prosegue lungo la strada del contrasto al governo di cui pure fa parte, con riferimento, in questo particolare momento, alla complessa questione dell’obbligo vaccinale.

Nel mezzo si colloca il Capitano Matteo Salvini, la cui posizione continua ad essere estremamente ambigua, per ragioni squisitamente propagandistiche, facilmente immaginabili, ma che, per sua sfortuna, non sembrano sortire gli effetti voluti. 

Non c’è, tuttavia, la sola contraddizione consistente nell’affermare di essere contrari all’obbligo vaccinale e, contemporaneamente, continuare ad incensare Mario Draghi, che pare, al momento, il maggiore tra gli artefici di tale novità. Persiste, infatti, uno dei fiori all’occhiello della Lega degli ultimi anni: la lotta all’immigrazione che, nella fattispecie, spinge Salvini e seguaci a sparare a zero sulla Ministra dell’Interno Lamorgese, ovviamente continuando a non schiodarsi minimamente dalle posizioni di governo; e si potrebbe andare avanti all’infinito, in questa lunga e vergognosa dimostrazione di “arte propagandistica” di bassissimo livello, che non fa altro che gettare discredito sulle istituzioni, oltre che, come già precisato, non consentire alcun passo in avanti in ordine al gradimento elettorale del partito.

È la foga di non perdere i consensi delle vaste platee c.d. “no vax” e “no immigrati” a muovere le scelte mediatiche del Capitano, con la sostanziale differenza che le platee suddette preferiscono l’apparente coerenza di Fratelli d’Italia alla totale presa in giro della Lega. E come dare loro torto.

È chiaro che la Lega stia vivendo una fase che, prima o poi, colpisce un po’ tutte le forze politiche che, pur consce dell’importanza di governare, vivono male l’esperienza apicale: la necessità di compiere delle scelte comporta l’inevitabile conseguenza di scontentare qualcuno, circostanza che, su larga scala, determina una notevole riduzione di voti – effettivi o potenziali.

Peccato che Salvini, pur essendo politico di esperienza, non abbia ancora compreso che la strategia della doppia faccia non sortisca gli effetti auspicati. Oltre a generare l’ira degli alleati, determina inevitabilmente una riduzione nella fiducia degli elettori e dei simpatizzanti che, come sempre, preferiscono un brutto originale ad ancora più terribili copie. Con i sentiti ringraziamenti di Giorgia Meloni.