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SANTINO TUZI, LA SUA MORTE E LE COSE NON DETTE

I lati oscuri sono ancora tanti. Ancora non ci togliamo dalla pelle il buio e il freddo del bosco di Fontecupa.

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Credit foto https://www.ilsussidiario.net/news/delitto-serena-mollicone-figlia-del-brigadiere-tuzi-dicono-cose-brutte-ma-io/2248270/

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Di Pierdomenico Corte Ruggiero

Nel processo per l’omicidio di Serena Mollicone, è arrivato in giorno di Anna Rita Torriero. È stata ascoltata venerdì scorso.

Una testimonianza attesa la sua. La Torriero è stata per anni l’amante di Santino Tuzi. L’ultima a vederlo la mattina del 11 aprile 2008, quando Tuzi si uccide.

Sostanzialmente la Torriero conferma quanto dichiarato negli anni. Aveva lasciato Tuzi che non si rassegnava. La mattina del 11 aprile 2008 l’ennesimo tentativo di riconquistarla.

Santino Tuzi porta sigarette e fiori a casa della sua ex. La Torriero trova i doni e chiama Santino. A suo dire era agitato. Tanto che lei si spaventa e chiama i carabinieri.

Tanto spaventata, però, non doveva essere. Visto che incontra Tuzi nella propria abitazione. Incontro che dura circa venti minuti. I carabinieri, che erano in contatto con la Torriero, avevano tutto il tempo di arrivare e fermare Tuzi. Ma non arriva nessuno.

Tuzi avrebbe mostrato la pistola alla sua ex. Pistola che aveva preso quella mattina in caserma perché era di servizio il giorno seguente.

La Torriero conferma di aver sentito, mentre parlava con lui al telefono, lo sparo del colpo che uccide Tuzi.

Conferma anche che Santino era agitato quando passava davanti a Fontecupa, luogo di ritrovamento del corpo di Serena Mollicone. Conferma anche la sua convinzione che Tuzi non si è suicidato per la delusione amorosa.

Nega invece di aver visto Serena Mollicone la mattina del 1° giugno 2001 presso la caserma dei Carabinieri di Arce.

Tante le cose mai chiarite sulla dinamica della morte di Santino Tuzi.

La Torriero ha sempre dichiarato che per evitare di esser contatta da Tuzi aveva cambiato numero telefonico. Numero che aveva tenuto segreto. I tabulati invece indicano altro. È la Torriero che la mattina del 11 aprile 2008 chiama per prima Tuzi con il suo numero “segreto”. Numero che nella rubrica di Santino Tuzi era memorizzato con il nominativo “rita fa amo”.

Secondo le testimonianze dei colleghi, alle 11 di quella tragica mattina Tuzi era tranquillo, sorridente. Verso le 12 invece lo descrivono come sconvolto, agitato. Tuzi riceve la prima chiamata dalla Torriero intorno alle 11:10. Cosa ha sconvolto Santino Tuzi?

Tuzi esce tranquillamente da casa di Anna Rita Torriero. Non le torce un capello. Non succede nulla. Eppure, iniziano i tentativi di intercettarlo da parte dei carabinieri con l’ordine di fermarlo e disarmarlo. Tuzi non era una minaccia altrimenti avrebbe fatto del male alla Torriero.

È oggettivo che l’allarme viene lanciato dalla sua ex amante. Dopo tredici anni, non sappiamo perché.

Non ha senso nemmeno lo stato di agitazione di Tuzi quando passava davanti a Fontecupa. Se Serena Mollicone fosse stata uccisa in caserma ad Arce, logica vorrebbe che Tuzi doveva essere agitato in caserma. Invece presta tranquillamente servizio per anni in quelle stanze.

Lo stato di agitazione avrebbe senso solo se Tuzi avesse visto qualcosa a Fontecupa tra il 1 e il 3 giugno 2001. Santino alle 5 del mattino del 2 giugno passa in zona Fontecupa per tornare a casa dopo il servizio di pattuglia. Ha visto qualcosa o qualcuno?

Nessuna indagine poi su un fatto inquietante. Alcuni giorni dopo la morte di Santino Tuzi, l’ex marito della Torriero riceve una rosa rossa con un bigliettino. “Prendi ora tu questa tazzina di caffè”. Un messaggio collegato alla morte di Serena e Santino?

I lati oscuri sono ancora tanti. Ancora non ci togliamo dalla pelle il buio e il freddo del bosco di Fontecupa.

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