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Sanità

Coronavirus: gli ultimi aggiornamenti dal mondo scientifico e la situazione nel nostro territorio

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di VINCENZA D’ONGHIA

La presentazione presso il Chiostro delle Clarisse di Noci Venerdì 28 Febbraio dell’instant book del medico e giornalista Nicola Simonetti, “Non è la peste: coronavirus & co. Cosa capire, come difendersi” (Adda Editore), è stata l’occasione per trasmettere una serie di informazioni supportate da evidenze scientifiche al folto pubblico che ha voluto partecipare all’incontro. D

ialogando con il Dott. Michele D’Ercole, medico internista ed endocrinologo, l’autore del testo, nato con intento divulgativo e con una grande attenzione all’aspetto umano del problema, ha tentato di focalizzare l’attenzione sui dati reali riguardanti la diffusione del virus e sulle precauzioni da tenere per evitare il contagio, allontanando lo spettro della paura, il vero “mostro” che sta minacciando e fermando il nostro Paese. Messaggio, quest’ultimo, di fondamentale importanza, se si considera che proprio nei minuti in cui si svolgeva l’incontro, era stata divulgata la falsa notizia di un caso di coronavirus nella cittadina murgiana, prontamente smentita dal Sindaco Domenico Nisi, con un comunicato ufficiale.

Le conoscenze sulla patogenicità del nuovo coronavirus sono ancora limitate ma è stata analizzata una sequenza del virus per rilevare la presenza di una mutazione causata da una pressione selettiva sul microrganismo, evidenziando una sostituzione di aminoacidi in due posizioni. Ciò potrebbe spiegare alcune caratteristiche cliniche di questa infezione; in particolare, la mutazione della proteina nsp2 potrebbe motivarne l’alto tasso di contagiosità, mentre la mutazione destabilizzante nella proteina nsp3 potrebbe differenziare l’attuale virus da quello della SARS. Se questi studi venissero confermati potremmo ricavarne potenziali bersagli terapeutici ed elementi per pianificare strategie vaccinali. Per quanto riguarda l’espressione clinica della malattia causata dall’infezione, sappiamo che, sebbene in più dell’80% dei casi consista in una lieve affezione respiratoria che guarisce spontaneamente, in circa 1 caso su 6, può determinare anche febbre alta, flogosi severa, congiuntivite, dissenteria, una grave infezione dell’albero respiratorio e una disfunzione multiorgano che può essere letale. Tutti i coronavirus vengono attaccati in primo luogo dalle cellule del sistema immunitario, tra cui anche mastcellule, localizzate nella sottomucosa del tratto respiratorio e delle cavità nasali, una potente barriera protettiva contro i microrganismi. Il virus attiva dunque elementi cellulari in grado di rilasciare in prima battuta fattori infiammatori come l’istamina e gli enzimi proteasi, mentre un’attivazione più tardiva determinerebbe il rilascio di interleuchine quali la IL-1 e IL-33. L’esteso e imponente processo infiammatorio, come già evidenziato nella SARS, sarebbe responsabile delle gravi complicanze a carico delle basse vie respiratorie. Anche queste acquisizioni potrebbero essere preziose per elaborare eventuali terapie mirate.

Attualmente il tasso di mortalità è del 2% circa ma è assolutamente necessario ribadire che, almeno in Italia dove si contano 52 decessi, i soggetti più a rischio di forme gravi sono soggetti anziani, con un’impennata dopo gli 80 anni, i soggetti portatori di patologie croniche, quali malattie cardiovascolari, respiratorie, insufficienza renale e diabete, e pazienti con situazioni cliniche compromesse come i malati oncologici che sono sottoposti a terapie a forte azione immunosoppressiva.  Si tratta degli stessi pazienti maggiormente a rischio durante le epidemie di influenza stagionale, per le quali esiste però lo strumento profilattico della vaccinazione, la quale sembra proteggere dalle forme più gravi di Covid-19, pur non essendo specifica per essa. Inizialmente si riteneva che la Covid-19 risparmiasse la popolazione pediatrica; successivamente, tale ipotesi è stata ridimensionata in quanto sono stati rilevati contagi tra la popolazione pediatrica e adolescenziale anche se l’espressione clinica della malattia risulta più blanda tra queste fasce d’età, forse per una maggiore reattività del sistema immunitario continuamente esposto a ceppi virali di specie diverse durante l’infanzia. Pochissimo si sa invece della trasmissione verticale (da madre a feto) del virus: nei primi casi osservati di madri contagiate, nessun neonato è risultato essere positivo al virus né quest’ultimo è stato rilevato nel liquido amniotico o nel sangue da cordone ombelicale. L’allattamento può essere avviato e mantenuto direttamente al seno o con latte materno spremuto in quanto l’agente responsabile dell’infezione non è stato rinvenuto nel colostro della prima poppata mentre sono stati rinvenuti anticorpi contro di esso. Si consiglia comunque di allattare il piccolo indossando una mascherina e con un’attenzione scrupolosa all’igiene della persona e delle mani.

In Italia, secondo dati diramati dal Ministero della Salute, al 2 marzo, si osservano 1835 casi e 149 guarigioni, tenendo presente che circa la metà dei casi sono asintomatici o con manifestazioni così sfumate da non richiedere l’ospedalizzazione bensì l’isolamento a domicilio. Solo 166 soggetti risultano ricoverati in Terapia Intensiva. Si registrano 1254  casi accertati in Lombardia (presunto focolaio di partenza dell’epidemia in Italia), 335 in Emilia-Romagna, 273 in Veneto, 51 in Piemonte, 35 nelle Marche, 22 in Liguria, 17 in Campania, 13 in Toscana, 7 in Sicilia e nel Lazio, 9 in Friuli Venezia Giulia, 5 in Abruzzo, 2 in Umbria, 1 in Calabria, Basilicata e nella provincia autonoma di Bolzano. Per quanto riguarda la Puglia, al 3 marzo, sono 7 i casi accertati: un 33enne del tarantino che lavora abitualmente a Codogno e due familiari, un militare 29enne di Bari che lavora in Lombardia e la moglie, una 74enne di Foggia che aveva ricevuto la visita di un familiare residente a Cremona e un 58enne di Aradeo, nel leccese, che ha soggiornato recentemente in Lombardia.  I pazienti pugliesi al momento sono tutti in condizioni stabili ma deve essere valutata con cura la rete dei loro possibili contatti prima dell’espressione clinica dell’infezione.

Dal momento che per la messa a punto di un vaccino sono necessari tra i 12 ed i 18 mesi e che attualmente non esistono presidi terapeutici specifici ma solo la terapia di supporto la quale comunque sta ottenendo straordinari risultati in numerosi pazienti, il mezzo più efficace per circoscrivere l’epidemia consiste nelle misure preventive. In primo luogo, occorre lavarsi spesso le mani con acqua, detergente ed una soluzione idroalcolica, evitare il contatto ravvicinato (1 metro) con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute e non toccarsi gli occhi, il naso e la bocca con le mani se non dopo accurata pulizia. Si definiscono contatti stretti gli operatori sanitari impegnati nell’assistenza di un caso sospetto o confermato tramite test di laboratorio presso ISS di Covid-19 e il personale di laboratorio che si occupa della diagnosi dell’infezione,  i conviventi di casi confermati o soggetti che sono stati nello stesso ambiente chiuso di un caso confermato/sospetto, e i  membri dell’equipaggio e i soggetti che hanno viaggiato in aereo entro le due file antecedenti o successive a quella in cui si trovava un caso sospetto o confermato. Dovrebbe essere evitata la frequentazione di aree affollate e nei luoghi pubblici dovrebbe essere garantita e rispettata una distanza precauzionale di 1 metro tra le persone. Non è indicato inoltre prendere farmaci o antibiotici, inutili nelle infezioni virali, a meno che non prescritti dal medico. Le superfici, in particolare quelle di ambienti pubblici, devono essere pulite con disinfettanti a base di cloro e alcol che impediscono la sopravvivenza del virus, già piuttosto labile sulle superfici inerti. Le mascherine dovrebbero essere indossate solo da casi sospetti o confermati e da chi li assiste mentre, se si hanno febbre, tosse o altri sintomi e si è tornati dalla Cina o da una delle aree a rischio del nostro Paese da meno di 14 giorni, bisogna contattare il numero verde 1500 evitando di prendere qualsiasi iniziativa autonoma prima di discuterne con un sanitario.


Immagine I: Il Prof. Nicola Simonetti, autore dell’instant book sul Coronavirus Covid-19, dialoga con il Dott. Michele D’Ercole presso il Chiostro delle Clarisse di Noci.

Bibliografia

  1. www.salute.gov.it Sito Ufficiale del Ministero della Salute.
  2. Angeletti S. et al., COVID-2019: The role of the nsp2 and nsp3 in its pathogenesis, J Med. Virol. 2020 Feb 21. doi: 10.1002/jmv.25719.
  3. Kritas SK., Mast cells contribute to coronavirus-induced inflammation: new anti-inflammatory strategy. J Biol Regul Homeost Agents. 2020 Feb 4;34(1)

Informatico, sindacalista, appassionato di politica e sportivo