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TURI: IL RUOLO SOCIALE DELLE PALESTRE

Il nuovo ruolo delle palestre nel post lockdown: il caso della Asd Spartan Kombat

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DI FABRIZIO RESTA

Credit foto: gentile concessione di Michele Lorusso

Da luogo dedicato all’esclusiva cura del corpo, all’attività muscolare, alla fatica e al sudore, la palestra, soprattutto nel post lockdown, ha cambiato ruolo: è diventata luogo di socializzazione, di inclusione e perché no? anche di integrazione. Una palestra con una mission etica, un incontro tra eccellenze etiche ed estetiche, di esempi virtuosi. C’è chi infatti, oltre a sviluppare i muscoli, si preoccupa anche di garantire la socialità ai bambini, di toglierli dalla strada e di puntare al miglioramento della globalità della persona. Da qui la necessità di frequentare un Club che garantisca questo mix di elementi: il corpo, la mente, il sociale. Un esempio di questo tipo di palestra lo abbiamo a Turi, la Asd Spartan Kombat, che da la possibilità ai bambini delle famiglie disagiate, di poter accedere ai corsi in modo totalmente gratuito.

Michele Lorusso ed Antonio Albanese hanno abbracciato questo progetto di inclusione sociale che serve da ausilio anche alla comunità. “Noi abbiamo vari progetti in piedi” – sottolinea Michele Lorusso – “quello di cui parli è uno solo dei tanti ma per ora è quello che è già attivo che si chiama “Aiutaci ad aiutare”, patrocinato dal Comune di Turi che ringraziamo per l’aiuto, specie l’assistente sociale, la Dott.ssa Cinzia Pizzutilo e l’Assessora alle politiche sociali Imma Bianco. Tengo a precisare che questo progetto è davvero per tutti, anche per i figli degli immigrati, a patto che siano iscritti sulle liste dell’assistenza sociale”. In pratica la palestra, che riceve le liste dei bambini dai 3 ai 18 anni dall’assistenza sociale, contatta i genitori e chiede se sarebbero interessati ad affidare loro i figli, fornendo loro anche i dispositivi necessari come guantoni, maglietta ecc. Questo progetto ha già avuto un’anteprima durante l’estate scorsa, svoltosi all’interno del boschetto Zaccheo. “Sia io che Antonio” – continua Michele Lorusso – “veniamo da realtà difficili di quartiere di Bari, dove spesso quello che conta è la legge della strada, dove il bullismo e l’esclusione sociale è molto presente. Il bullismo si vince facendo gruppo, promuovendo la vita sociale. Questo progetto mira a combattere entrambi e non ha alcun costo per la società. Al massimo, chi ci vuole sostenere può donare il 5×1000”.

L’iniziativa prevede alcune azioni mirate a: avvio allo sport, garantire l’accesso all’attività motoria e sportiva; promuovere uno stile di vita attivo ma anche la disciplina.”Anche se noi siamo una palestra di sport da comattimento, non abbiamo la presunzione di creare campioni di Boxe o Muay thai”- commenta Antonio Albanese -“ma quello che i ragazzi fanno con noi gli serve anche nella vita. La disciplina e la concentrazione non serve solo nello sport ma anche nello studio: gli studenti che vedono i ruoli della disciplina nel raggiungimento dei loro obiettivi atletici hanno maggiori probabilità di applicare la disciplina ad altri obiettivi e reagiscono diversamente nei periodi difficili. Così come ogni atleta subisce delle sconfitte viene educato a non soffermarsi alla sconfitta ma ad imparare da essa per migliorare le prestazioni la prossima volta, allo stesso modo i ragazzi affronteranno i problemi della vita con un’altra ottica.”.

Una visione che prende un po’ le mosse dalle teorie che sosteneva Aristofane nella sua opera Nuvole, l’educazione, in greco paidéia, non è solo istruzione, ma anche un comportamento conforme ai buoni costumi e alle virtù, che si imparavano e si tempravano attraverso gli studi culturali e le pratiche fisiche, intese nel senso di ideale di perfezionamento umano che voleva l’unione e la misura nella stessa persona della bellezza estetica e della cura del corpo, parallele alla crescita del valore morale e delle virtù. Al tempo stesso, la Asd Spartan Kombat è un chiaro esempio di come sia cambiata la visione delle palestre dagli anni Sessanta, nella nuova concezione del privato che assume un ruolo etico e sociale, intervendo laddove il pubblico non riesce ad intervenire. In effetti dobbiamo ammettere che seppur l’educazione fisica svolta a scuola resta uno strumento fondamentale per permettere a bambini e ragazzi di praticare sport, è anche vero che per essere efficace, ha necessità di godere di impianti sportivi efficienti. Purtroppo in Italia e in special modo al Sud, l’impiantisca sportiva lasia molto a desiderare. Questo è il nuovo ruolo delle palestre, per lo meno quelle come la Asd Spartan Kombat. “Noi abbiamo partecipato ad aprile anche ad un bando di inclusione sociale su sport.governo” – rivela Michele Lorusso – “che ci permetterebbe di avere un contributo a fondo perduto finalizzato proprio ai progetti: quindi avremmo la possibilità di ingrandire questo progetto che a noi sta molto a cuore, magari dedicandogli una struttura ad hoc. Infine, il nostro sogno che stiamo covando da tempo, è di poter lavorare a pieno regime anche con i diversamente abili, magari facendo la boxe in carrozzina o comunque promuovendo le arti marziali tra i portatori di handicap. Tra noi c’è un diversamente abile con una grande forza di volontà ed è stato un vero piacere confrontarci sportivamente. E’ un progetto che abbiamo in mente che realizzeremo quanto prima. La nostra mission è quello di continuare ad investire sullo sport in questo paese”.

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