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Calciatore di 19 anni salva la vita all’arbitro

Arbitro sviene per una pallonata, Simone D’Avolio, giovane calciatore le salva la vita praticandole un massaggio cardiaco

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DI FABRIZIO RESTA

Credit foto: Profilo Facebook

Di solito quando si parla di eventi extrasportivi, si parla di cose di cui non andiamo fieri. Una volta tanto è bello poter raccontare quello che dovrebbe essere sempre lo sport: altruismo, fair play, solidarietà. E’ successo in Piemonte durante l’incontro Villarbasse – Lesna, quinta giornata di campionato di calcio Dilettanti Under 19. Ad un certo punto, l’arbitro  ventunenne Angela Benfante riceve una pallonata alla nuca. All’inizio sembra non sia successo niente, lei si tiene la testa ma rimane in piedi, poi all’improvviso si accascia al suolo priva di sensi. Sono seguiti istanti di terrore: Abbiamo tutti ancora il ricordo di quanto accaduto  lo scorso giugno in campo durante gli Europei di calcio 2021, quando il giocatore danese Eriksen cadde per terra vicino alla linea laterale.  Quando tutti perdono la testa, per fare la differenza ci vuole calma, sangue freddo e conoscenza della situazione. A salvare Eriksen fu il compagno di squadra Kjær. Questa volta il ruolo dell’eroe è toccato ad un giocatore di 19 anni, Simone D’Avolio, capitano dell’Asd Lesna Gold, che ha preso subito in mano la situazione gridando “Via, so io cosa fare!“, ponendola in posizione di sicurezza e praticandole un massaggio cardiaco, impedendo il peggio. Di solito dei calciatori ammiriamo il gesto tecnico ma l’intervento del giovane vale più di un dribbling o di una rovesciata: gli spettatori assistono ad un intervento da manuale. Il ragazzo, per sua successiva stessa ammissione, aveva seguito diverse lezioni di primo soccorso.

Accanto all’eroica azione del ragazzo bisogna applaudire anche chi come Gravina, presidente della Figc, si è preoccupato di rendere obbligatori i corsi di primo soccorso  in modo da avere soggetti formati pronti a intervenire, anche nei dilettanti. E’ importantissimo, infatti, che chi pratica sport sia preparato ad eventi del genere, sin da giovanissimi. Se in molti minimizzano o si spaventano, certi di non poter affrontare una situazione del genere, c’è chi invece si è rimboccato le maniche e ha permesso ai ragazzi come Simone di frequentare dei corsi specifici per non farsi cogliere impreparato e sapere come agire qualora ce ne fosse l’esigenza. Il primo soccorso dovrebbe essere la base educativa di qualunque Paese moderno. Un obbligo formativo al pari dell’educazione civica nella scuola elementare.

Il Comitato Nazionale Sammarinese Fair Play ha voluto onorare il nobile gesto del ragazzo conferendogli la “Menzione D’Onore Fair Play” per il corretto e tempestivo intervento in campo e per aver interpretato nella maniera migliore possibile la Carta del Fair del Fair Play, presentata nel 1975 da C.I.F.P. che al punto 9 recita così: “ Portare aiuto a ogni atleta e sport la cui vita sia in pericolo”. Complimenti Simone, oggi sei stato meglio di Maradona e Pelé.

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Informatico, sindacalista, appassionato di politica e sportivo