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Flavio D’Ambrosi: “Non credo che escluderanno la Boxe”

Intervistiamo il Presidente della Fpi, Federazione Pugilistica Italiana, Flavio D’Ambrosi, all’indomani della nuova minaccia di esclusione della Boxe ai Giochi Olimpici da parte del Cio

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DI FABRIZIO RESTA

Credit foto: per gentile concessione di Flavio D’Ambrosi

Buongiorno Presidente la ringrazio di avere accettato la nostra intervista

Arbitro, dirigente e da qualche tempo Presidente della Fpi. Se dovesse scegliere una parola che definisca la sua carriera, quale userebbe?

Avvincente e carica di passione.

L’esecutivo del Cio, Kit McConnel, ha confermato che attualmente la Boxe non parteciperebbe ai Giochi Olimpici di Los Angeles del 2028. Come la vede lei la situazione?

Io credo che la Boxe sia una disciplina amata e praticata da milioni di appassionati in tutto il mondo. Proprio in virtù di tale dimensione, ritengo che la situazione possa comunque evolvere nella direzione di una difficile esclusione del pugilato dai Giochi olimpici.

L’IBA, presieduta dal russo Umar Kremlev (russo), ha stipulato un accordo di sponsorizzazione con la Gazprom (russa), di cui non si sa nè la cifra riscossa nè i dettagli. Persino il Cio non ha avuto la possibilità di esaminare i documenti. Come mai secondo lei tutta questa segretezza?

Non conosco termini, condizioni e contenuto del contratto. Quindi non so rispondere. Tuttavia, ritengo che la trasparenza sia un valore ed una necessità nella gestione di Enti che perseguono interessi generali della comunità di cui fanno parte

Che situazione. Se restate con la Gazprom sarete esclusi dalle Olimpiadi, se ve liberate c’è il dissesto finanziario. Non c’è proprio una terza possibilità?

Come ho già detto la situazione è in continua evoluzione e spero che su evolva nella direzione auspicata da tutti gli amanti della nobile arte e cioè con una soluzione che veda la conferma del pugilato ai Giochi olimpici 2028.

L’altra pietra dello scandalo sono stati i troppi verdetti sospetti, molti tra l’altro a favore dei russi. Come si possono limitare gli scandali arbitrali in questa disciplina?

I verdetti conformi all’andamento dei match, anche se l’errore umano nei giudizi è presente in ogni disciplina sportiva, sono il frutto di formazione e professionalità.

Il torneo olimpico di Tokyo è stato organizzato sotto tutela Cio estromettendo l’Iba ( International Boxing Association). Sarà così anche per Parigi?

Credo che la direzione del CIO sia questa. Lo sapremo presto.

Quale sarà il futuro della Boxe italiana senza le Olimpiadi?

Io sono un ottimista di natura e non immagino mai scenari catastrofici. Il pugilato italiano sta crescendo vertiginosamente. Nel corrente anno abbiamo registrato oltre 1.000 società affiliate (record storico per la Fpi), circa 60.000 tesserati complessivi, circa 10.000 eventi di pugilato. Dal punto di vista competitivo, da quando sono Presidente le Squadre Azzurre hanno ottenuto 94 medaglie a Campionati europei e mondiali (maschili e femminili, assoluti e di categoria) tra cui due podi ai Campionati mondiali assoluti maschili (dopo ben 8 anni), 7 medaglie agli ultimi Campionati europei assoluti maschili (non succedeva dal 1926) ed il Titolo europeo maschile (l’ultimo vinto risale a 24 anni fa).
I professionisti non sono da meno con 5 Titoli europei, maschili e femminili, e con un significativo numero di titoli internazionali, riconosciuti dalle maggiori sigle professionistiche internazionali, conquistati dai nuovi giovani talenti che si stanno affacciando nel palcoscenico internazionale. Inoltre, i mass-media – emittenti televisive, canali social e quotidiani nazionali – sono tornati a rivolgere, con continuità, la loro attenzione al pugilato professionistico che è tornato appetibile anche dal punto di vista della qualità tecnica.
Il palazzo pugilato è solido e pronto alle nuove sfide.

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