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Calcio

Barcellona show, il calcio che vorremmo sempre vedere

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di MICHELE DE GREGORIO

Il Barcellona è il vincitore della Champions League edizione 2010-2011, la quarta della sua storia e la terza in soli sei anni. Nel mitico stadio londinese di Wembley, al cospetto di un pubblico da grandi occasioni, la squadra catalana ha strapazzato il Manchester United, fresco campione d’Inghilterra, con un tre a uno che lascia pochi dubbi su chi sia il più forte team d’Europa. Se poi, come il sottoscritto, avete seguito la partita in televisione, anche gli ultimi dubbi rimasti scompaiono: il Barcellona è la squadra di calcio più forte d’Europa, forse del mondo, sicuramente quella che attualmente gioca il miglior calcio, capace di stupire, impressionare, divertire.



Non c’è stata storia in campo, un dominio assoluto quello della formazione catalana grazie ai suoi campioni ed in particolare a quel Lionel Messi che in molti indicano come l’erede di Maradona. Grazie a quest’ultima vittoria, probabilmente, la “Pulce” riuscirà anche quest’anno a vincere il Pallone d’Oro. Un fenomeno Messi, un fulmine quando si inserisce nelle difese avversarie, gli avversari sembrano birilli per la velocità e facilità con cui riesce a saltarli. Non dimentichiamoci però di tutti gli altri, Xavi, autore del sontuoso assist per il primo goal di Pedro, di quest’ultimo, e di Villa, acquisto importante di quest’anno che non ha tradito, marcatore del terzo goal con un destro a giro che si è infilato nel sette alla sinistra di Van der Sar, semplice spettatore. Tra il primo ed il terzo goal del Barça c’era stato il pareggio di Rooney al termine di un’azione spettacolare, forse la più bella di tutta la gara, tutta di prima e con stoccata finale dell’inglese. Rooney è stato il migliore dei suoi, combattivo fino all’ultimo e grintoso come sempre nel cercare di creare qualche difficoltà alla difesa avversaria ma senza raggiungere il risultato sperato.

La vittoria del Barcellona parte da lontano, da un progetto, forse addirittura da una filosofia, che si è incarnata in quel favoloso direttore di orchestra che è Pep Guardiola. Il mister degli iberici, ex bandiera della stessa formazione, in pochi anni e nonostante la giovane età, solo quarant’anni, ha costruito una macchina perfetta che, giocando un calcio spettacolare, consente ai propri calciatori di divertirsi e vincere allo stesso tempo. Per la compagine blaugrana ed il suo mister è la seconda vittoria in tre anni, segno che gli investimenti della società sui giovani del vivaio hanno dato ottimi frutti. La formazione scesa in campo il ventotto maggio è composta infatti da molti elementi del vivaio, cresciuti accanto a grandi campioni, e per lo più spagnoli. Di stranieri infatti, nella formazione di Wembley, vi erano “solo” Messi, Dani Alves, Mascherano e Abidal, una vera rivoluzione rispetto al panorama calcistico europeo, cui non fa eccezione quello italiano, in cui le formazioni sono imbottite di stranieri, talvolta di dubbio valore. La società catalana ha scelto di farseli in casa i campioni, di puntellare la squadra con stranieri che fossero in grado davvero di costituire un valore aggiunto e, non a caso, Leo Messi è indiscutibilmente il più forte calciatore al mondo in questo momento. Su queste basi sono costruiti i successi nazionali ed internazionali del Barcellona degli ultimi anni. Ogni anno fa il suo ingresso in prima squadra qualche giovane di talento e questo fa si che tale ciclo sia destinato a durare molto a lungo, almeno fino a quando le altre società europee non saranno in grado di dotarsi di un’organizzazione ed una programmazione come quella della società spagnola.

L’armonia che si respira nello spogliatoio e tra tutti i calciatori della squadra è stata messa in evidenza anche dal bellissimo e commovente gesto del capitano Puyol, il più anziano della squadra, che ha ceduto ad Abidal la fascia di capitano a fine partita. Il gesto è stato compiuto dall’esperto centrale difensivo per permettere al francese di sollevare per primo il trofeo appena vinto e rendere ancora più importante la sua presenza in campo a due mesi e dieci giorni dall’intervento chirurgico subito per un tumore al fegato. Sir Alex Ferguson, uno che di trofei ne ha vinti tanti, allenatore del Manchester United, ha ammesso a fine partita la netta superiorità degli spagnoli e noi ci inchiniamo a questi fantastici atleti, campioni di sport, di valori e di vita.

Informatico, sindacalista, appassionato di politica e sportivo