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Calcio

Europei: l’Italia ride ..fino alle lacrime

L’Italia batte il favorito Belgio ma perde Spinazzola. Europei finiti per il romanista

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DI FABRIZIO RESTA

Credit Foto: Profilo Facebook Nazionale Italiana di Calcio

E’ un’Italia che fa sognare e non solo per la vittoria in sé. La Nazionale fa fuori i primi del ranking Uefa, una delle squadre favorite per la vittoria finale, manda a casa i giganteschi Lukaku e De Bruyne e lo fa con una scioltezza ed eleganza impressionanti. Anche altre formazioni azzurre hanno fatto bene nei precedenti tornei ma lo hanno fatto soffrendo fino all’ultimo secondo e trovando il gol grazie alle singole giocate dei suoi campioni. Questa Italia grandi campioni non ne ha davvero ma è una macchina da gioco perfetta e completa in ogni reparto: Donnaruma ha solo 22 anni ma le sue parate valgono come calci di rigore, Bonucci e Chiellini hanno oscurato il possente Lukaku, Barella e Jorginho hanno dominato il centrocampo e Chiesa è stata la spina nel fianco nella difesa belga. Fino ad ora, secondo molti critici, avevamo affrontato squadre facili (ma la Svizzera ha fatto fuori la Francia ed è arrivata ad un soffio da eliminare anche la Spagna) ma ora avevamo di fronte il grande Belgio che nelle precedenti partite aveva asfaltato chiunque. A parte i primissimi minuti (occasionissima di De Bruyne sventata da una paratona di Donnaruma), gli azzurri non se ne sono accorti nemmeno, dominando il centrocampo, facendo pressing altissimo, recuperando palloni in tutte le zone del campo. Così come è avvenuto con l’Austria, l’Italia va subito in vantaggio con un difensore (Chiellini contro l’Austria, Bonucci contro il Belgio) ma il gol viene annullato per fuorigioco.

Il gol di Barella non è altro che la dimostrazione di quanto detto: Immobile atterrato (e probabilmente c’era un rigore da assegnare), Barella disturba la ripartenza belga, Verrati riconquista la palla e la ripassa a Barella che marcato da 3 avversari riesce a metterla dentro. Per i primi del ranking Uefa possedere la palla diventa un incubo perché venivano assaliti dagli italiani che pressavano così alto da sembrare 22 anziché 11. Come è avvenuto in altre occasioni, l’Italia continua a comandare il gioco mentre gli avversari stanno a guardare. Il secondo gol sembra inevitabile e viene fatto da colui che nella partita con l’Austria sembrava il meno in forma: Insigne. “Se avessimo bisogno di un momento per riassumere la trasformazione dell’Italia degli ultimi 4 anni, arriverebbe al 44′ all’Allianz Arena. Il gol di Lorenzo Insigne è stato una cosa di bellezza, tagliando da sinistra e facendo girare il pallone dal limite dell’area nell’angolo lontano della rete con una tale precisione che Courtois non ha avuto scampo”. Inizia così l’articolo con cui il Guardian esalta la Nazionale Italiana partendo dal suo numero 10, Lorenzo Insigne. Il suo tiro a giro ha mietuto un’altra vittima illustre: nientepopodimeno che Courtois, il portiere del Real Madrid. Migliore in campo, elogiato dalla stampa straniera, c’è poco altro da aggiungere.

Negli ultimi minuti del primo tempo, un eccesso di zelo di Di Lorenzo e l’arbitro in vena di generosità, regalano un rigore al Belgio. Finisce il primo tempo sul 2-1. Alzi la mano chi non si stava preoccupando per il secondo tempo. Per gli azzurri nessun problema, hanno continuato a dominare il gioco e creare occasioni da gol. Il Belgio, con Lukaku, si mangia letteralmente il pareggio per ben due volte ma se l’interista non c’è è perchè viene oscurato da Chiellini, straordinario. Almeno fino all’infortunio di Spinazzola l’Italia comanda il gioco, dopo forse per la stanchezza, arretra e il Belgio comincia a farsi vedere ma la difesa italiana è perfetta. L’Italia va in semifinale.

L’aspetto più bello di questa Nazionale non si vede in tv. Dopo la grande partita e la qualificazione alla semifinale, Il presidente della Figc Gabriele Gravina entra negli spogliatoi per complimentarsi con la squadra ma nessuno festeggia, c’è un silenzio tombale. Sono tutti tristi per Spinazzola, sanno che il suo Europeo è finito. Se non avesse seguito la partita, probabilmente Gravina avrebbe pensato che si era qualificato il Belgio. Questa è la vera forza degli azzurri: lo spirito di squadra dove nessuno è importante ma lo sono tutti.

Ora c’è la Spagna, che ha sofferto contro la Svizzera, ma una partita non è come l’altra. Guai a sottovalutare Morata e compagni. Comunque vada siamo orgogliosi di questa squadra.

Informatico, sindacalista, appassionato di politica e sportivo