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L’altra Italia di Berrettini

Berrettini perde la finale di Wimbledon a testa alta ma è il simbolo di un’Italia sportiva che rifiorisce

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DI FABRIZIO RESTA

Credit foto: profilo Instagram

C’è un’altra Italia che sta facendo la storia nello sport. C’è Berrettini che conquista la finale di Wimbledon, primo italiano a raggiungere questo traguardo in oltre 100 anni di storia. E’ una di quelle conquiste che noi italiani abbiamo paura anche solo di sognare…e non lo ha ottenuta a fine carriera, non è il canto del cigno prima di chiudere. Il tennista italiano ha ancora 25 anni e può regalarci altri sogni. Permetteteci la battuta: finalmente un Matteo di cui andare fieri! Accanto a lui c’è il golden boy del tennis italiano: Jannick Sinner, l’under 20 meglio piazzato al mondo che sicuramente farà ancora parlare di sè. Pochi sanno che il grande Federer è in classifica Atp dietro il baby azzurro.

L’avversario, Djokovic, numero uno indiscusso del mondo, alla sua trentesima finale di grande slam sembra un muro ma nel primo set non sembrava così impossibile. La differenza poi si è vista: il serbo in battuta non sbaglia un colpo, anzi lui e la riga centrale sembrano in simbiosi. Poi c’è il rovescio, il punto debole dell’italiano che spesso gli ha negato il sorriso. Infine, diciamolo senza girarci intorno, il tennis è uno sport soprattutto di testa: Djokovich ad un certo punto lo ha anche mimato toccandosi con il dito la testa. Il n.1 del mondo è abituato alle finali e a Wimbledon è di casa, l’azzurro era alla sua prima finale del grande slam; reggere la pressione non è una cosa così facile.Comunque sia andata, grazie davvero di cuore a Berrettini e grazie al tennis che regala davvero tante emozioni. L’Italia oggi lo ha riscoperto dopo tanti anni e siamo sicuri che ci saranno altri giorni così.

Sarà l’Inghilterra a portarci bene? Certo ma non solo. C’è anche il basket che ci sta dando molte soddisfazioni: prima l’Olimpia Milano che perde l’accesso alla finale proprio all’ultimo secondo e poi l’ Italbasket, che di qualifica alle olimpiadi dopo ben 17 anni, sconfiggendo la corazzata Serbia a casa loro.

Non dimentichiamoci il nuoto dove la piccola Benedetta Pilato, a soli 16 anni, è ormai entrata di diritto nel red carpet delle star del nuoto internazionali, vincendo l’oro dei 50 rana agli Europei. Sognare l’oro olimpico non è più proibitivo. Proprio a proposito delle Olimpiadi di Tokyo, l’Italia ha già segnato due record ancor prima di cominciare: 384 atleti qualificati, record storico per il nostro Paese, di cui ben 186 donne, altro record.

E’ un periodo d’oro per lo sport italiano; un periodo che ci voleva anche solo per dimostrare che l’Italia c’è, uscita magari un po’ malconcia dal periodo Covid ma che è pronta a ripartire di slancio, come recitava una vecchia pubblicità. Oggi possiamo dirlo: siamo fieri di essere italiani.

Informatico, sindacalista, appassionato di politica e sportivo