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Greta Logrillo: “Ora tirerò da più distante. Turi? adoro le granite”

Greta Logrillo, 13 anni, di origine baresi (Turi) si laurea campionessa italiana di tiro con l’arco ai I campionati Italiani Indoor,che si sono svolti a San Marino dal 9 all’11 dicembre scorsi.

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DI FABRIZIO RESTA

Credit foto: per gentile concessione di Greta Logrillo

Greta, grazie di aver accettato la nostra intervista. Prima di tutto come ti senti?

Mi sento bene, non solo per la vittoria, ma anche per aver rivisto amici lontani che non vedevo da molto. Ho anche molta nostalgia del posto (San Marino), e della fantastica compagnia di ragazzi con cui sono stata durante le giornate di campionato, che anche nei momenti più duri della gara, sapevano strapparmi un sorriso.

Cosa hai pensato quando hai scoccato l’ultima freccia?

Molti pensieri mi sono passati per la mente. Così tanti che sono difficili da ricordare…quello che più mi si è impresso nella memoria però, è stato: “caspita, questi giorni sono volati via come nulla. Mi mancheranno molto i miei amici.”
In fondo è comprensibile un ragionamento del genere: la compagnia è la cosa più importante per garantire la salute mentale dell’arciere, smaltirne la tensione dovuta alla gara. Si può avere una bella compagnia, come l’ho avuta io, oppure no. In tal caso, tirarsi su di morale in un brutto momento potrebbe risultare quasi impossibile.

Come combatti la pressione di un evento così importante?

In genere faccio lunghi respiri profondi: cerco di ricordarmi che nel mio sport, la pressione è la principale causa di una gara finita o andata male.
Per tirare bene bisogna come prima regola stare bene con se stessi, essere rilassati.
Dopo essermi ricordata di ciò, parlo un po’ con i miei compagni che sanno in ogni caso restituirmi il sorriso, e con esso, anche il buon umore.

Come ti sei avvicinata a questo sport?

Mi ha sempre affascinata sin da piccola, il tiro con l’arco, a causa del film della Disney “Ribelle”, che avrò visto un’infinità di volte durante la mia infanzia. Ho scoperto la mia attuale compagnia, la 04ARCE (gli arcieri del Cerro), grazie a mio padre, che durante la fiera dello sport ha avuto modo di conoscere il presidente della compagnia, nonché il mio istruttore. Io ho iniziato a tirare con l’arco a circa 11 anni.

C’è un campione a cui ti ispiri o a cui vorresti assomigliare?

Io ho conosciuto di persona Igor Piantoni, campione Italiano, Europeo e Mondiale di tiro con l’arco. Lo ammiro molto per come sa tirare con l’arco, sembra che i suoi strumenti siano un tutt’uno con il suo corpo. L’ho visto persino tirare cinque frecce tutte insieme, e mandarle a segno una ad una!

Ci descrivi il tuo allenamento standard?

Generalmente, io e mia mamma andiamo al campo della mia compagnia durante il weekend.
Montiamo i nostri archi e ci addentriamo nei boschi, allenandoci scoccando frecce su delle sagome fatte di materia spugnosa a forma di animali.
La posizione di ogni sagoma viene cambiata una volta ogni tanto, per evitare che il tiro sia sempre uguale.
Segniamo ogni volta il punteggio delle frecce in base al punto in cui viene colpita la sagoma, poi, se viene stabilito un record, lo scriviamo su un pezzo di carta, cercando ogni volta di fare meglio.

Tu sei lodigiana ma sei di origine baresi, precisamente di Turi, ci sei mai stata? che ricordi ti ha lasciato?

Si, sono stata a Turi, a casa dei miei nonni. È piccola come città, ma molto accogliente e particolare. La cosa che amo di più di Turi, è la gelateria di Tuccino, che fa granite fantastiche! Il mare è un po’ lontano da lì, e so che si festeggia Sant’ Oronzo, e quando lo si festeggia, tutta la cittadina è estremamente illuminata e tutti sono allegri. Mi ha lasciato molti buoni ricordi, spero di tornarci presto.

A chi dedichi questa vittoria?

La dedico a tutti i miei famigliari, a mia mamma che mi accompagna ad ogni gara, a mio papà e mia sorella. La dedico anche ai miei amici, i miei istruttori Maurizio Livraghi e Patrizia Dadda e a tutta la mia compagnia.

Qual è il tuo prossimo obiettivo?

A Gennaio, a causa del cambio di età inizierò a tirare ai bersagli da distanze più elevate, e so che sarà molto faticoso imparare. Il mio obiettivo è riuscire a superare questa fase al meglio, senza deprimermi, ricordarmi che è tutto divertimento.

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Informatico, sindacalista, appassionato di politica e sportivo