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Stupro di Viterbo: pene lievi per i due di CasaPound

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di ROSA MANNETTA

Una sentenza che fa discutere


L’11 aprile scorso è avvenuto un agghiacciante episodio di cronaca: due militanti di Casapound stuprarono una donna di 36 anni. In che modo? Questi i fatti, che la donna ha dichiarato: “Ho conosciuto i due ragazzi in un pub. Sembravano persone perbene. Ho accettato il loro invito ad andare in un altro locale. Ci siamo seduti al tavolo a bere e a chiacchierare, poi uno di loro, si è alzato, è andato a prendere altro da bere. Avevo chiesto una birra, ma mi hanno portato qualcosa di diverso. Poi, uno di loro mi ha colpita con un pugno e sono svenuta. Non ricordo più nulla”. I due ragazzi hanno sempre respinto le accuse. A inchiodare i due ceffi, sono stati i video trovati nei cellulari. Nelle immagini si vedono scene terrificanti con violenza e aggressività estrema. In quei video, la donna è stata esibita come un trofeo da schernire e se erano spariti dai cellulari dei due ragazzi, erano ancora presenti su due gruppi di Whatsapp inerenti alla loro militanza politica. Queste le modalità della vicenda…se vicenda si può definire! Attualmente, i due ex Casapound hanno avuto tre anni e due anni e 10 mesi ed è andata bene, nel senso che hanno avuto meno dei 4 anni che il pubblico ministero aveva chiesto. Hanno avuto condanne lievi. In aula, costoro hanno chiesto scusa: “Ci vergogniamo. Abbiamo riguardato i video e ci siamo resi conto che avremmo dovuto fermarci, ma avevamo interpretato la situazione in un altro modo”. Parlo di questo argomento nel solito Bar Maracuja dove avvengono le mie interviste. Subito interviene Pina: “E’ una vergogna che questi stupratori abbiano avuto pochi anni di carcere e che se la siano cavata con poco. Hanno fatto ubriacare una donna, l’hanno picchiata fino a farla svenire e poi l’hanno violentata per ore. Ma è normale tutto questo? Che significa? Sembra che il giudice li abbia voluti premiare. E’ come che lo stupro sia un reato contro la morale corrente. Ma lo sa questo giudice che i due fascisti hanno distrutto la vita di questa donna? Lo sa?”. Maria dice: “I due fascisti non dovevano violentare e picchiare la donna. Non dovevano. Ma voglio anche fare una critica. Questa donna che ci faceva con due ragazzi più piccoli di lei? Perché uscire e andare in un altro locale? Come ha fatto a fidarsi di due che aveva conosciuto da poco? Poteva evitare di seguire quei due giovani”. Il discorso di Maria non piace a nessuno. Francesco afferma: “Questi due fascisti si devono vergognare. Una donna non deve essere picchiata. Non esiste…e quando una donna non vuole un rapporto, un uomo si deve fermare. Si deve fermare”. I pareri sono discordanti in questo Paese. In questo Paese si pensa che le donne debbano subire violenza. In questo Paese si commettono femminicidi ricorrenti. In questo Paese le donne devono essere picchiate. E tutto ciò accade, accade, accade. E’ vergognoso anche quando si trovano delle giustificazioni in caso di violenza. Cosa si deve giustificare? Piera Oppezzo scriveva: “Tra le rovine del mio essere…”. Noi siamo tra la rovina di noi stessi. Dovremo uscirne.

 

Informatico, sindacalista, appassionato di politica e sportivo